Terra Nuda

La scomparsa di Jean Valenti

E’ stato tra i fondatori storici dell’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Sempre sul campo, dopo una lunga vita dedicata interamente alla sommellerie. La sua era la tessera numero uno. Era arrivato in Italia nel 1960, dove ha lavorato al Savini, da Angelo Pozzi, il patron del celeberrimo ristorante milanese

Olio Officina

La scomparsa di Jean Valenti

Jean Valenti. Memorie di un vecchio sommelier, per chi non ha avuto modo di conoscerlo, può leggere un libro in cui si racconta. Nato luce il 25 aprile 1923, nel nord della Francia, il padre, Francesco, coltivava champignon, lui iniziò a lavorare nella cantina di un prestigioso ristorante dalle parti di Fontainebleau, sotto la guida severa del sommelier Enoch. Da lì, poi, una lunga carriera.

“Ci sono persone che non ti aspetti possano mancare. Sei così abituato a vederle con assiduità, a sentirle spesso, anche per un semplice saluto, a raccogliere i suggerimenti, i consigli, le impressioni, le confidenze, da non considerare mai che un giorno o l’altro potrebbero non far più parte della quotidianità”. Così il presidente di Ais Antonello Maietta, lo ricorda appena saputa la notizia.

“Il destino prima, il suo carisma e le sue capacità poi, gli avevano assegnato un ruolo da leader, che lui interpretava senza supponenza. Con quella tessera numero uno sempre in tasca, dalla parte del cuore, che ostentava con fierezza in ogni occasione, quasi a volerci rammentare che lui c’era il 7 luglio 1965, nel giorno della costituzione dell’Associazione Italiana Sommelier, continuava a sentirsi orgogliosamente al nostro fianco nell’attualità e ci sarebbe sempre stato nel nostro futuro” – prosegue il presidente Maietta.

La foto di apertura è dell'Associazione italiana sommelier  e ritrae a sinistra Jean Valenti insieme con il presidente dell'Ais Antonello Maietta. In coda la vignetta di Valerio Marini

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