Terra Nuda

Nasce Fioq, una nuova sigla che raccoglie i frantoiani d’Italia

La notizia è da incorniciare. Perché è segno di vitalità per il settore. Ad Andria, città che da sola produce quanto e più di tante regioni del nord unite assieme, è stata fondata l'associazione nazionale dei Frantoiani Italiani Olio di Qualità. Sono trenta imprese con una capacità trasformativa di oltre 3 milioni di quintali di olive molite, il 15% del prodotto trasformato in Italia. È stato eletto presidente Riccardo Guglielmi e, secondo le intenzioni dei fondatori, si colmerebbe in tal modo una lacuna all’interno di un comparto “poco tutelato” in termini di immagine e di difesa degli interessi economico-sociali

Olio Officina

Nasce Fioq, una nuova sigla che raccoglie i frantoiani d’Italia

Nei giorni scorsi – si legge in una nota stampa - è stato completato l’iter per la costituzione della Fioq, acronimo di Frantoiani Italiani Olio di Qualità. Sono trenta le firme dei soci fondatori, i quali hanno portato all’elezione del presidente Riccardo Gugliemi, già referente nazionale del Dipartimento Frantoiani d’Italia di Agrocepi, e di Alfonso Fucci, nel ruolo di vice presidente.

Il Fioq è una realtà associativa che – si legge testualmente – “sin dalla sua costituzione rappresenta gli interessi di un centinaio di aziende che gravitano attorno al nucleo dei soci fondatori e che stanno completando il percorso di adesione”.

“Tra le proprie finalità l’associazione dei Frantoiani Italiani Olio di Qualità annovera quella di rappresentare le istanze di un comparto che, secondo la base associativa, è stato poco tutelato sia in termini di immagine che in termini di difesa degli interessi economico-sociali. 

Non lascia spazio a equivoci il pensiero del presidente Gugliemi: ”oggi finalmente i frantoiani sono nelle condizioni di essere rappresentati da altri frantoiani, da gente che comprende le loro istanze perché ne hanno condiviso per intero il percorso imprenditoriale. La categoria è stata troppo spesso considerata l’anello debole della filiera agroalimentare, perché ritenuta luogo in cui si concentravano le speculazioni. Purtroppo, la realtà dei fatti è diametralmente opposta: la fase della trasformazione è stata l’anello di congiunzione che per un cinquantennio ha tenuto in piedi la filiera olivicola, e spesso ne ha subito in prima linea i contraccolpi del mercato”.

Non cerchiamo plausi né menzioni d’onore, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare

“Per semplice riduzionismo, o per visioni forzatamente semplicistiche, si è associata la categoria dei frantoiani alla fase di commercializzazione all’ingrosso del prodotto olivicolo”, ha precisato Guglielmi. “Per anni - ha aggiunto - noi frantoiani siamo stati, principalmente, il trade d’union tra agricoltura e industria, e se il sistema agroalimentare nazionale e regionale si può fregiare di un valore aggiunto sul mercato per il made in Italy, tutto ciò lo si deve anche a noi, al nostro impegno e ai nostri sacrifici”.

SEGUE DOPO LA PUBBLICITA'

“Non cerchiamo plausi né menzioni d’onore – ha chiarito il presidente Guglielmi - ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, e se la qualità in bottiglia dell’olio italiano, e di quello pugliese, oggi viene riconosciuta e apprezzata, è anche grazie alle nostre competenze e ai saperi che abbiamo condiviso con la filiera. Ci siamo chiamati Frantoiani Italiani Olio di Qualità, perché ci inorgoglisce ogni singola parola di questo acronimo, siamo fieri di essere frantoiani, siamo orgogliosi di sentirci italiani ed ambasciatori nel mondo dell’Italia e delle sue eccellenze, come l’olio di qualità”. 

“Sul fronte della promozione della qualità, saremo primi attori. Spesso i frantoiani non sono stati coinvolti nei processi di creazione di marchi a regimi di qualità, come la Dop o la Igp. Ai frantoiani sono stati imposti solo i costi aggiuntivi, che non trovano riscontri nel mercato, poiché poco o nulla è stato fatto in termini di promozione delle Dop o delle Igp. Vogliamo dare il nostro contributo - ha proseguito Guglielmi, nel chiarire le linee di fondo del Fioq - ponendoci in prima linea nell’attivazione di percorsi di informazione e promozione per il riconoscimento da parte del consumatore finale delle peculiarità di prodotto che sottendo i regimi di qualità”.

“In qualità di presidente del Fioq - ha tenuto a precisare Riccardo Gugliemi - voglio chiarire anche la visione con cui intendiamo lavorare: non per i frantoiani, ma con i frantoiani. Non saremo una sovrastruttura burocratica, sterile nelle proposte e inattiva sul fronte dell’azione sindacale. Vogliamo dare un servizio di qualità che renda onore alla qualità che i frantoiani producono. La parola d’ordine è qualità. Se a parlare saranno i fatti, piuttosto che le parole, allora vorrà dire che avremo fatto soltanto il nostro dovere. Auguro buon lavoro a tutti e sono pronto a dare il benvenuto a tutte quelle aziende che già si sono avvicinate e che vorranno farne parte”.

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