Terra Nuda

Olbia crocevia del vermentino e dell’olio da olive

Lo scorso 12 novembre si è svolta la manifestazione Benvenuto Vermentino, evento a valenza transfrontaliera, che coinvolge Liguria, Toscana, Corsica e, appunto, la Sardegna, luoghi in cui si coltiva il tipico vitigno. La grande novità di questa edizione è stato il debutto dell’olio extravergine di oliva nelle vesti di protagonista

Giandomenico Scanu

Olbia crocevia del vermentino e dell’olio da olive

L’idea è nata dell’amministrazione comunale di Castelnuovo Magra (La Spezia), piccolo centro dell’entroterra ligure che si è fatto animatore dell’iniziativa con un progetto comunitario di promozione territoriale dal titolo “Il Vermentino tra innovazione e tradizione” (Ver.Tour.Mer.). Obiettivo del progetto è quello di “Promuovere il territorio usando il Vermentino come elemento identitario, attraverso tecnologie informatiche innovative”.

 Un momento della conferenza stampa

La manifestazione enogastronomica e culturale si apre nel mese di maggio con il primo appuntamento nel comune di Castelnuovo Magra; nel mese di novembre, per il secondo anno consecutivo, fa tappa a Olbia per volontà degli enti di promozione turistica e di sviluppo del territorio quali Camera di Commercio - Promocamera, Comune di Olbia - Assessorato al Turismo, Consorzio di Tutela del Vermentino DOCG, Strada del Vermentino DOCG, Strade del vino Sardegna Nord Ovest, Agenzia LAORE della Regione Sardegna e Confcommercio Nord Sardegna.

Nella mattinata di sabato un pubblico numeroso e appassionato ha potuto assaporare ben 42 vermentini provenienti dalle regioni produttrici coinvolte nel progetto. Ha aperto la rassegna la Liguria con 6 vermentini, la descrizione del territorio e le particolarità dei vermentini è stata curata dal sommelier AIS di La Spezia Danilo Aloisini. Per la Toscana ha condotto la degustazione di 7 vini Andreana Occhioni dell’AIS Gallura. Nella terza batteria c’è stato un confronto di 5 vermentini DOC e DOCG della Sardegna ben analizzata dal sommelier Gavino Virdis. La quarta e la quinta sezione, rispettivamente di 7 vermentini DOC e 7 vermentini DOCG Sardegna, sono state condotte dai sommeliers AIS Nicola Pandolfi e Attilia Medda. Erano assenti, per problemi di spedizione, i vermentini della Corsica.
Olbia, dunque, punto d’incontro per la promozione del Vermentino dove intorno a questo territorio, la Gallura con la DOCG, si producono 5 milioni di bottiglie.

I visitatori della manifestazione durante tutta la giornata hanno potuto apprezzare le pietanze magistralmente preparate dagli chef di Mirtò; una festa di sapori che grazie alla partnership dell’associazione Mirtò e del suo patron lo chef  Nicola Mancini, ha proposto agli ospiti una riproposizione delle pietanze tipiche delle 4 regioni con un appropriato abbinamento di vermentini del territorio. La Sardegna ha proposto un risotto al Vermentino di Gallura DOCG, la Corsica i fegatelli alla Corsa, per la Toscana è stata preparata la Panzanella e la Liguria ha offerto le Sarde alla Ligure.

Lo chef Nicola Mancini

I negozi del centro di Olbia hanno messo in bella mostra nelle proprie vetrine calici e bottiglie di Vermentino; hanno anche consentito l’allestimento di banchi per la degustazione del vermentino e delle pietanze tipiche, segno evidente che anche le attività commerciali possono essere utilizzate per la promozione dei prodotti del territorio.
In occasione dell’evento è stato presentato in anteprima assoluta il premio eno-letterario “Benvenuto Vermentino”, un concorso riservato agli autori che realizzeranno il miglior romanzo o racconto legato ai sapori della terra, alla viticoltura e al vino.

Ma la vera novità di questa edizione è stata il debutto dell’olio extravergine di oliva all’interno del mondo enogastronomico del nord-ovest Sardegna. E’ di poche settimane l’ingresso di Olbia nell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, un enfatico esordio che proietta la città e l’intera Gallura nel panorama oleicolo sardo.

Nella giornata di Benvenuto Vermentino è stato allestito il primo banco di degustazione dell’olio extravergine di oliva. Un avvio importante per il comune di Olbia che vedrà la sua prima partecipazione ufficiale all’assemblea delle Città dell’Olio fissata ad Alghero il 10 dicembre 2016 in occasione della tappa finale di “Girolio”.

L’iniziativa voluta fortemente dall’amministrazione comunale di Olbia su proposta dell’Assessore Marco Balata e suggerita dal patron di Mirtò Nicola Mancini, avrà come primo obiettivo quello di creare una rete tra gli imprenditori del territorio, di incentivare la coltivazione dell’olivo e le produzioni, la valorizzazione e la promozione dell’olio extravergine di oliva.

L'assessore Marco Balata

Dunque Olbia entra a far parte delle Città dell’olio d’Italia e con poco più di 35 ettari di oliveti la città vuole ritagliarsi uno spazio importante nel panorama olivicolo regionale, non solo con l’obiettivo di incentivare le produzioni di olio extravergine di oliva, ma per di avviare una concreta attività di promozione della regione costiera.
Si pensa alla creazione di un consorzio tra gli olivicoltori al fine di concentrare le produzioni del nord ovest della Sardegna e fare da fulcro nelle azioni di promozione degli oli del territorio.

Obiettivo del consorzio è anche quello di offrire l’opportunità ai piccoli produttori dei comuni limitrofi, che da Santa Teresa di Gallura a San Teodoro possono raggiungere oltre 100 ettari di oliveti. C’è anche un’azienda che vuole svolgere il ruolo di capofila: è la Costa Smeralda S.r.l. di Padrongianus della famiglia Cafulli-Marzano (vedi articolo); con più di 1000 olivi delle varietà Bosana e Semidana e con i recenti riconoscimenti ottenuti per la qualità delle sue produzioni, ha tutte le carte in regola per svolgere questo ruolo.

Il turismo d’élite e le coste più rinomate d’Italia sono ad un passo, non resta che innescare tutte le iniziative che vanno dalla comunicazione agli eventi enogastronomici, sportivi e culturali, nella distribuzione e nella ristorazione, nelle scuole e nelle strutture alberghiere e in tutti quegli spazi che offrono l’opportunità di fare conoscere la Costa Smeralda anche per le eccellenze agroalimentari.

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