Terra Nuda

Rapporto Bio Bank, il bio nel confronto serrato tra supermercati e specializzati

Un nuovissimo report digitale tematico, uno strumento per comprendere la genesi, l’evoluzione e la dinamica tra supermercati e negozi specializzati, cosa c’è di nuovo, cosa si profila all’orizzonte

 

Olio Officina

Rapporto Bio Bank, il bio nel confronto serrato tra supermercati e specializzati

Nota stampa.  È dedicato al tema caldo supermercati-specializzati il primo Focus Bio Bank. Un nuovissimo report digitale tematico, uno strumento per comprendere la genesi, l’evoluzione e la dinamica tra supermercati e negozi specializzati, cosa c’è di nuovo, cosa si profila all’orizzonte.

Il confronto tra questi due canali distributivi è infatti sempre più serrato nel mercato del bio che cresce così rapidamente.

A differenza del Rapporto Bio Bank, che dal 2007 offre ogni anno un panorama “orizzontale” delle principali attività bio censite in banca dati, nei Focus Bio Bank la visuale si concentra in modo “verticale” su un tema emergente. I report statistici sono pubblicati sulla piattaforma di editoria digitale Issuu, consultabili e scaricabili liberamente.

Cosa emerge dai dati Bio Bank

52 pagine ricche di dati, informazioni, grafici e statistiche, tutte da sfogliare, leggere, consultare.
Secondo i dati Bio Bank dal 2001 al 2016 le catene con una propria marca bio sono passate da 9 a 22, le referenze da 644 a 2.857, in crescita soprattutto negli ultimi quattro anni.
Le tre catene leader per numero di referenze con la propria marca bio - Coop, Esselunga e Carrefour - sono state anche tra le prime ad investire nel bio.

Nel 2016, anno di lancio di nuove marche bio con assortimenti ridotti, è invece sceso a 136 il numero medio di referenze per catena.

Al consueto censimento della private label bio quest’anno si aggiunge quello delle private label equosolidali: 6 catene, 66 referenze, con una media di 11 referenze per catena. Ma Coop da sola ne ha ben 42. Inoltre, per la prima volta, la panoramica visiva di tutte le marche bio ed equosolidali, che rivela a colpo d’occhio le diverse scelte comunicative di ogni catena.

A quota 1.423 i negozi specializzati censiti nel 2016 con un incremento medio annuale del 3% negli ultimi quattro anni, mentre prosegue il processo di aggregazione che interessa il 62% delle attività.
Le tre regioni leader per il maggior numero di negozi sono Lombardia, Veneto e Piemonte. Le cinque province leader Roma, Milano, Torino, Bolzano e Vicenza.

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