Terra Nuda

La particolare bellezza del divenire

L’opera dell’artista Inês Coelho da Silva è si distanzia da molte altre per la sua dinamica essenza, sposandosi alla perfezione con il concetto del tempo. Arte e vino, in questa installazione, si fondono fino a diventare un’unica cosa, dove un ricamo in filo di seta si intreccia con la vite nel suo sviluppo. Insieme cambieranno e vedranno lo scorrere delle stagioni, che scandiranno il presente e il futuro. A ospitarla, il Parco della Filandetta – Wine & Art Farm, nel cuore di Valdobbiadene

Olio Officina

La particolare bellezza del divenire

Quando mondi differenti si uniscono succede una cosa bellissima: nascono nuovi linguaggi.

Nuovi linguaggi per guardare al nostro presente secondo un’altra prospettiva, per lasciare qualcosa che prima non si conosceva.

L’essenza dell’opera di land art, installata al Parco della Filandetta – Wine & Art Farm, incarna perfettamente la fusione di due realtà, l’arte da una parte, e la viticoltura dall’altra: un ricamo in filo di seta, impreziosito da 6000 nodi fatti a mano, che si intreccia con la vite nel suo sviluppo vegetativo e ne accompagna ogni fase di crescita durante le quattro stagioni.

L’artista, Inês Coelho da Silva, spiega che “a distanza, l’opera si fonde con il territorio, ricordando le altre viti che ricoprono le colline. I pali entrano nel terreno per offrire un supporto alle barbatelle che cresceranno, mentre quattro fili bianchi e un gomitolo sospeso corrono orizzontalmente. L’opera non urla, chiede allo spettatore di accorgersene avvicinandosi”.

Per la seconda volta, a tre anni di distanza, l’azienda ha ospitato una residenza d’Artista, in occasione del centenario della nascita di Giuliano Bortolomiol, il fondatore della cantina, personaggio che ha contribuito a scrivere la storia di questo vino e a portarne il messaggio nel mondo.

Dopo aver ospitato Susken Rosenthal nel 2019, anno in cui realizzò la propria opera Cocoon, la famiglia Bortolomiol torna a dare voce a una delle 300 artiste provenienti da 40 paesi esteri che parteciparono nel 2019 alla Call for Artists.

L’opera di quest’anno porta il visitatore a scrutarne i dettagli, scoprire le particolarità che si celano dietro a un lavoro di pazienza e ripetitività.

Ecco come Chiara Isadora Artico, curatrice del progetto, descrive Ritratto (di colline), come la concretizzazione stessa di questi concetti.

“L’artista ha infatti realizzato srotolando per giorni e giorni dei gomitoli di fili di seta che lei stessa ha creato, annodando meccanicamente il materiale senza ausilio di strumenti, fino a realizzare un’opera d’arte organica delicata, minimale, che evolverà nel tempo e si deteriorerà con esso” conclude Artico.

E sono proprio questi momenti di dedizione, di lavoro costante, che ricordano le lavoratrici dell’antica filanda, in cui oggi ha sede il Parco della Filandetta.

L’opera porta lo spettatore a scavare ancora più nel profondo del suo significato, restituendogli le tre accezioni del tempo che la caratterizzano: quello impiegato per realizzarla, quello necessario allo spettatore per capire fino in fondo il suo messaggio, e il tempo meteorologico che – agendo su di essa con il passare degli anni – la modificherà.

Si tratta di un’opera in divenire, dove nulla è statico e mai lo sarà.

“Anche il vino può partecipare al linguaggio universale, quello delle emozioni” – ha affermato Maria Elena Bortolomiol, Presidente della cantina, a nome della famiglia – “Come l’arte di Ines si esprime attraverso il ricamo, così il nostro paesaggio è ricamato di vigneti, grazie a una comunità che dal passato traccia un percorso verso il futuro”.

In apertura, Bortolomiol – Presentazione opera Inês Coelho da Silva. Foto di Mattia Mionetto

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