Terra Nuda

Tra pandemia e rincari la ripartenza del canale Horeca non è così immediata

A un biennio complicato e difficile, segnato dalla crisi pandemica, a seguito della guerra in Ucraina si sono sommati gli aumenti delle materie prime, complicando ulteriormente la delicata situazione in cui versava il settore. Il presidente di Italgrob, Antonio Portaccio, chiede sostegni concreti per assicurare agli operatori di intraprendere la strada della ripresa, e questo può essere possibile solo se produttori e distributori agiscono secondo un approccio di sistema

Olio Officina

Tra pandemia e rincari la ripartenza del canale Horeca non è così immediata

“Il Canale Horeca non si è ancora ripreso dalle conseguenze del lockdown che deve affrontare un’esplosione di aumenti delle materie prime e delle utilities tale da comprometterne le possibilità di ripresa.

A lanciare l’allarme è Antonio Portaccio, Presidente di Italgrob, l’associazione di Confindustria rappresentativa della Distribuzione HoReCa in Italia.

A causa dei lockdown, il biennio pandemico è stato devastante per il canale Horeca: nel 2020 il mercato relativo ha subito una contrazione del 35% con una perdita che nel 2021 non si è riusciti a recuperare.

A peggiorare la crisi, sono arrivate la guerra in Ucraina e la dinamica inflattiva più virulenta degli ultimi 20 anni. Risultato è l’aumento dei prezzi di vendita al pubblico, con la perdita di potere d’acquisto e la conseguente contrazione della domanda interna.

Come spiega l’ultima indagine del Censis, il canale Horeca vanta oltre 3.500 aziende di distribuzione di Food & Beverage, 300 mila pubblici esercizi per più di 100 miliardi di fatturato (2019) e più di un milione di posti di lavoro.

Proprio per questo, è volano fondamentale della ripartenza dei consumi e pilastro della coesione sociale.

Viceversa, sui distributori si ripercuotono gli aumenti imposti dall’Industria, dovuti ai rincari degli imballaggi, delle energie e delle materie prime per effetto della scarsità indotta dal conflitto e dalle dinamiche di un’inflazione da offerta.

A ciò si aggiunga che, dopo la pandemia, quasi il 15% dei pubblici esercizi ha chiuso definitivamente, mentre chi resiste non riesce ancora a recuperare la piena capacità operativa per effetto della mancanza di personale.

In questo scenario, la distribuzione è impegnata a sviluppare efficienze interne e miglioramenti di processo, ma non può essere chiamata da sola alla responsabilità del salvataggio del canale.

Anche la distribuzione, peraltro, come la somministrazione, è strutturalmente caratterizzata dall’obbligo di razionalizzare gli organici alla ricerca dell’efficienza.

Con la conseguenza di alimentare la spirale di incertezza e povertà che frena la ripresa dei consumi.

“La Distribuzione Horeca è pronta a fare la sua parte nel grande progetto di ripartenza del Paese, ma non vuole essere lasciata sola nella gestione di un processo che, invece, è e deve essere corale e di sistema. In quest’ottica, ribadiamo la nostra totale apertura a un dialogo costruttivo, franco e trasparente sia con l’Industria che con i pubblici esercizi”, spiega il Presidente Portaccio.

“Allo stesso tempo, chiediamo all’industria di riconsiderare le logiche di trasferimento dei costi, nel rispetto doveroso sia degli azionisti che degli stakeholders. Solo così, insieme, produttori e distributori garantiranno un approccio di sistema capace di andare oltre il risultato economico del trimestre”, conclude Portaccio.

In apertura, foto di Olio Officina©

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