Terra Nuda

E’ Giovanni Melcarne il neo presidente del Consorzio di tutela dell’olio Dop Terra d’Otranto

Olio Officina

Nota stampa. Avvicendamento al vertice nel segno della continuità ma anche con lo sguardo rivolto al futuro e la voglia di far crescere l'extra vergine certificato made in Salento.

Il Consorzio Tutela dell'Olio Dop Terra d’Otranto ha eletto il suo nuovo presidente. Si tratta di Giovanni Melcarne, 45 anni, agronomo, titolare dell'azienda “Forestaforte” di Gagliano del Capo, in provincia di lecce.

Sposato, ha due figlie ed è originario di una famiglia di olivicoltori e frantoiani. Melcarne raccoglie il testimone di Antonio Rollo, il quale assume la carica di vice presidente.

Ci sono stati rinnovamenti anche nel restante consiglio di amministrazione, di cui ora fanno parte Simone Agostinello (Lucugnano), Francesco Barba (Monteroni), Pantaleo Piccinno (Caprarica), Fernando Primiceri (Casarano), Annatonia Ramundo (Galatone) e Donato Taurino (Squinzano).

Il ruolo del Consorzio diventa sempre più importante in un momento in cui il consumatore è spesso confuso nell'acquisto degli oli extravergine dalla tracciabilità non garantita.

“Chi acquista l’olio a marchio Dop Terra d’Otranto – afferma il neo presidente Melcarne – ha la garanzia di portare in tavola un prodotto certificato, che ha seguito un preciso disciplinare, dalla coltivazione alla molitura in frantoio, al confezionamento. Un prodotto che è sottoposto a controlli costanti e non a campione, ed è dunque sicuro e garantito”.

Verifiche che iniziano già dall'albero (almeno un 60 per cento del prodotto deve provenire da cultivar autoctone, Ogliarola di Lecce o salentina e Cellina di Nardò), fino alla degustazione ufficiale in laboratorio (Panel Test). “Non si possono importare olive oppure altri oli dall'esterno del territorio. Scegliere l’olio Dop Terra d’Otranto significa dunque tutelare, attraverso l'acquisto consapevole, una porzione di uliveti del Salento, con un duplice vantaggio: si porta a tavola un olio dalla tracciabilità garantita e si stimola l'olivicoltore a curare di più e meglio terreni che rischiavano di essere abbandonati”, prosegue Melcarne. Ma non solo check costanti sulla provenienza.

Il Consorzio punta la lente anche sulla qualità. “Il disciplinare prevede, oltre a requisiti ferrei, anche modalità di conservazione che preservano al meglio tutte le qualità organolettiche e le note aromatiche degli extra vergine Dop. Un controllo a 360 gradi che assume una valenza importantissima in un momento in cui emergenze come l'epidemia di Xylella Fastidiosa e l'allarme frodi sembrano minare nelle fondamenta l'olivicoltura salentina”, dice Melcarne. Un comparto che invece ha tante eccellenze pronte a conquistare fette di mercato sempre più ambiziose. Grazie anche al lavoro del Consorzio di tutela Dop Terra d'Otranto

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