Terra Nuda

Il mio no a Olio Capitale

Dopo sette edizioni di successo, finisce la storica collaborazione con la nota manifestazione fieristica di Trieste. E’ tempo di voltare pagina, con nuovi progetti

Luigi Caricato

Il mio no a Olio Capitale

Ebbene sì, non ci vedremo più a Olio Capitale. Esperienza chiusa. Ringrazio sentitamente l’attuale ente organizzativo, la società Aries, per avermi proposto di prolungare la collaborazione, ma, con tutta sincerità, non c’è più in me lo spirito originario per proseguire. Qualcosa evidentemente è cambiato. E così ho fatto la mia scelta, non senza alcun dispiacere.

Olio Capitale è nato in un momento storico in cui le manifestazioni fieristiche legate all’olio non godevano della giusta considerazione. Debbo questa storica collaborazione al professor Boris Pangerc, il quale, da grande appassionato qual è, sempre incline a promuovere una sana cultura dell’olio da olive, aveva fatto in modo di insistere a più riprese nel condurre l’allora società Fiera Trieste Spa, a creare un salone dedicato agli oli da olive di qualità. Tanto ha insistito da convincere la dirigenza e i funzionari di Fiera Trieste a concretizzare tale idea. Fece il mio nome, quale punto di riferimento. Mi incontrai con la dirigenza a Verona, in un bar del centro. Li convinsi su quale strada intraprendere e nacque subito, immediatamente, il nome, in maniera spontanea: “dobbiamo fare di Trieste la capitale dell’olio”, dissi. Io e Boris ci guardammo negli occhi: “Olio Capitale”, e così fu.

Il successo crescente di tale manifestazione lo conoscono ormai tutti. Un ottimo lavoro di squadra, le mie indicazioni furono seguite punto per punto. Coinvolsi anche la rivista di cui ero stato fondatore. Edizione dopo edizione, si superò anche il più delicato banco di prova, sempre con successo: il difficile e delicato passaggio da Fiera Trieste Spa all’attuale società che organizza l’evento, Aries. Il passaggio non è stato traumatico. La seconda nascita di Olio Capitale non ebbe ripercussioni, né nella qualità dell’organizzazione, e nemmeno nella qualità della riuscita della manifestazione stessa. Poi, edizione dopo edizione, lo scorso anno venne la parte più difficile per me: convivere con un soggetto con il quale non avevo e non ho alcun piacere di stare in diretto contatto. E’ stata una settima edizione avvincente, seppure intimamente vissuta senza gioia né trasporto. A me, al contrario, piace lavorare con spensieratezza d’animo.

Ora, alle porte dell’ottava edizione, ho detto no, ma non per contrastare tale manifestazione, Olio Capitale, di cui mi sento padre. Solo per un sentimento di estraneità, tutto qui. Una estraneità rispetto alla carica emotiva con cui mi sono sempre impegnato nel determinare il successo della manifestazione triestina. Non ho più lo stimolo per proseguire in una formula nella quale ora non mi ritrovo più. E così rinuncio. Le rinunce sono da considerarsi momenti importanti nella vita di una persona, anche perché l’atto del rinunciare equivale a mettersi sempre in gioco, non proseguendo sull’onda di una strada di successo già sperimentata e da riproporre tal quale.

Manca lo spirito originario, questo senza dubbio sì. Ho fatto nascere Olio Capitale - lo stesso nome, l'impostazione, l'entusiasmo che ho trasmesso a tutti, lo stesso apporto professionale, e tanti altri elementi – e, a distanza di tanti anni, credo sia importante per me ringraziare Boris Pangerc, per essere stato il propulsore dell’idea di una fiera dell’olio rivelatasi di successo, scelta per molti ritenuta inverosimile giacché non concepivano di poterla mettere in atto all’estremità più a Nord Est dell’Italia. Boris, con tutta sincerità ha grandi meriti in tutto ciò, mai riconosciuti purtroppo dal territorio in cui opera, come spesso accade.

Ringrazio pertanto la meravigliosa squadra con cui si è dato il via a Olio Capitale: Tiziana Zuccoli, l'ex presidente di Fiera Trieste Spa Fulvio Bronzi, Manuela Patat, e lo stesso Alessandro Sietti con Cristina Scarpa, oltre a una squadra della logistica che ha saputo compiere miracoli. E’ stata una grande sfida, lo ripeto oggi a distanza di tanti anni, e posso ben dire che tale sfida è stata onoratamente vinta.
Tanto per dare un’idea, ricordo ancora un tizio – che si spacciava per professionista di manifestazioni fieristiche, e lo è, di fatto – che con un’aria di educata arroganza mi disse, certo della sua professionalità, “schiacceremo Trieste”, infatti la sua idea fiera dell’olio, pur pensata in un centro fieristico all’avanguardia, si è rivelata un fallimento.

Olio Capitale è stato un grande successo, contro ogni aspettativa. Una realtà marginale come Trieste divenuta capitale dell'olio, riuscendo così a scalzare altre realtà fieristiche, pur non avendone i mezzi, nè investendo tanto danaro e neppure ricevendone dall'esterno.

Dopo il passaggio di proprietà, da Fiera Trieste Spa ad Aries, fu proprio il mio entusiasmo, e il mio impegno, a consentire tale passaggio in maniera indolore, determinando, anzi, un successo crescente, di cui ne sono profondamente orgoglioso. Poi, c’è stata l’edizione numero sette, vissuta, come già chiarito, senza gioia. Fino alla mia attuale decisione, nata da ciò che uno sente dentro. Sono sempre più convinto che si debba sempre dare ascolto al proprio sè. E così, la mia voce interiore, dopo una attenta e non certo poco sofferta riflessione, mi ha spinto a non proseguire più la collaborazione con Olio Capitale. Discorso chiuso.

E’ l’occasione, oggi, per salutare il presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti, il direttore di Aries, Patrizia Andolfatto, e il segretario generale della Camera di Commercio di Trieste, Stefano Patriarca, augurando loro il pieno successo della manifestazione, così come sono certo non mancherà di sicuro il prezioso e determinante apporto degli espositori, come pure quello, non meno importante, dei visitatori.

Giusto per fare chiarezza, questa mia decisione è sganciata dal successo che sta riscontrando Olio Officina Food Festival – che, appunto, è un festival e non una fiera, e pertanto si tratta di due realtà nettamente distinte, tra loro imparagonabili – ed è pure sganciata, la mia decisione, da altre proposte di manifestazioni concorrenti. Non sono in contatto con nessuno. Per me, con tutta sincerità, è arrivato invece il tempo di nuovi progetti, cui sto lavorando con grande partecipazione.

Chi mi conosce, sa come sono fatto. Non amo replicare formule che non siano di volta in volta nuove, e anche le fiere – lo sappiamo bene – sono tutte, ogni anno, da reinventare.

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