Terra Nuda

L’addio a Fabio Santoro

Il mondo dell’olio perde una tra le sue figure di punta, il responsabile acquisti oli per l’insegna Esselunga. Encomiabile il suo lavoro di ottimo selezionatore, oltre al pionieristico impegno nel valorizzare le produzioni d’ccellenza attraverso lo scaffale “I grandi oli”

Luigi Caricato

L’addio a Fabio Santoro

In occasione di Olio Officina Food Festival 2013 abbiamo avuto modo di stringergli la mano e di consegnargli il Premio Olio Officina Cultura d’Impresa, certi di aver pubblicamente riconosciuto i meriti per l’impegno che Fabio Santoro ha saputo concretamente esprimere a favore di una nuova sensibilità nei confronti di un prodotto difficile e bistrattato come l’olio extra vergine di oliva, prodotto che non sempre nella grande distribuzione organizzata ha trovato e tuttora trova la giusta considerazione.

Oggi lui non c’è più e, a pochi giorni dalla sua prematura scomparsa per un male incurabile, ci piace ricordarlo rendendo pubblica la nostra stima nei suoi riguardi, sia per la persona che è stata, seria e onesta, sia per il professionista che ha creduto nel proprio lavoro svolgendolo nel modo più encomiabile. Lo rimpiangiamo con affetto, pur non avendolo frequentato di persona, da amico fraterno, ma solo conosciuto e frequentato sul piano professionale.

La morte sottrae sempre affetti, e occorre inevitabilmente fare i conti con la sua imprevedibilità, ma, in questo caso specifico, appare ancora più ingiusta, perché ci separa da una persona speciale, di rara sensibilità, che meritava di proseguire la sua esistenza terrena, proprio perché si è trattato di un giusto. Non avendo parole che possano compensare il dolore della perdita, Olio Officina Magazine esprime la propria vicinanza alla famiglia Santoro, e in particolare alla moglie Maurizia e ai figli, nonché al gruppo di Esselunga. Lo vogliamo ricordare riportando la motivazione del Premio Olio Officina Cultura d’impresa, assegnato nel gennaio 2013, insieme con le foto di quella bella giornata, la sera di giovedi 24.

La cultura dell’olio è fatta di visione del futuro e capacità di individuare il giusto approccio con una materia prima non da tutti adeguatamente compresa e valorizzata. Tale compito lo ha svolto in maniera egregia Esselunga, attraverso l’ideazione dello scaffale “I Grandi Oli”, esempio più volte imitato ma non eguagliato. Fabio Santoro ne è il testimone diretto. Il suo lodevole e qualificato impegno è un contributo prezioso quanto necessario, un getto di luce in un mercato oleario senza progettualità né prospettiva.

Fabio Santoro aveva 42 anni ed era un tecnologo alimentare.

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