Terra Nuda

L'olivagione in dieci scatti

Lo scenario è il sud della Puglia. In terra salentina, tra Gagliano del Capo e Alessano, nelle campagne e nel frantoio di Carlo e Francesco Melcarne

Lorenzo Cerretani

L'olivagione in dieci scatti

Carlo e Francesco, trentenni o giù di lì, sono i titolari del Frantoio Oleario Andrea Melcarne di Gagliano del Capo, oltre che del marchio "Piana del Lentisco". La galleria fotografica è relativa alla raccolta delle olive presso i campi di proprietà e alla conseguente trasformazione presso il proprio frantoio. Sono due ragazzi molto entusiasti e in gamba. Hanno iniziato un percorso di qualità che dovrebbe portare a buoni risultati.

Le foto sono proprietà intellettuale dell'azienda Melcarne. E' vietata la diffusione, o l'utilizzo, senza la preventiva autorizzazione.

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Andrea Giomo

Andrea Giomo

30 ottobre 2013 ore 19:36

Ho trovato un bell'articolo che potrebbe essere utile ad approfondire:
"Effect of cultivar and ripening on minor components in Spanish olive fruits and their corresponding virgin olive oils"
Food Research International, Volume 41, Issue 4, 2008, Pages 433-440
Aurora Gómez-Rico, Giuseppe Fregapane, María Desamparados Salvador

Andrea Giomo

Andrea Giomo

30 ottobre 2013 ore 19:07

Il termine "pipì di gatto" venne coniato per la prima volta, qualche decennio fa, per caratterizzare un tipico odore che proveniva dai calici di particolari vini quali i Sauvignon blanc delle Colline orientali del Friuli (Collio e Colli Orientali del Friuli). In realtà non è proprio pipì di gatto, ad essere precisini, ma piuttosto quel liquido che le femmine feline in calore spandono sul territorio al fine di farsi accalappiare da qualche felino del sesso opposto! La molecola caratterizzante è una pirazina eterociclica ben evidenziata dalle analisi dello spazio di testa.
Negli oli di provenienza andalusa da cv Picual l'odore è alquanto diverso da quello originario del Sauvignon, ma il termine "pipì di gatto" è rimasto (spero non in inclinazione negativa), peccato, poiché non li somiglia proprio, e, a mio avviso è determinato da molecole appartenenti ad altre famiglie chimiche rispetto le pirazine. Personalmente, ma è una interpretazione soggettiva e personale dovuta alla mia esperienza olfattiva "agricola", l'odore degli oli andalusi da Picual assomiglia molto di più all'odore del fiore dell'Iris germanica marrone.
Vorrei porre sul piatto un esperienza abbastanza strana: mi è capitato di percepire la stessa nota detta "di Picual" anche in oli provenienti da olive tutte italiane, ma raccolte piuttosto in ritardo rispetto il termine di maturazione fisiologica, e mi piacerebbe tanto sapere quale molecola, e quindi quale storia metabolica, avrà mai questo particolare descrittore. La risposta magari arriverà da un'attenta analisi bibliografica... sempre che qualcuno se ne fosse interessato...
Buon divertimento a TUTTI!
Andrea

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