Terra Nuda

Paolo Berizzi, il ritorno

In un clima da far west, non poteva certo mancare all’appello una firma già nota per i disastri causati al mondo dell’olio. Molti ricorderanno le paradossali invenzioni del giornalista di “Repubblica”, ora continua a insistere

Luigi Caricato

Paolo Berizzi, il ritorno

Chiamatelo pure come preferite, però, credetemi, non è giornalismo, ma fiction.
Sul quotidiano “la Repubblica” di oggi l’ennesimo articolo di Berizzi, autore nel dicembre 2011 di un reportage zeppo di strafalcioni. Eravamo sotto Natale, e conciò per le feste il comparto dell’olio italiano, causando gravi danni alle aziende olearie. In Cina, a Pechino, l’ambasciatore italiano fu costretto a riunire buyer e giornalisti cinesi per giustificare l’infondatezza delle accuse lanciate nell’articolo.

Berizzi fu anche querelato, ma venne assolto. Non entriamo nella questione. Non conoscendo i dettagli, meglio soprassedere. Resta tuttavia il fatto che un magistrato può anche legittimamente assolvere, avendo ogni buona ragione (si spera) per farlo, ma se almeno avesse avuto l’accortezza di dcoumentarsi e costringere alla smentita l’autore di una informazioni grossolane, sarebbe stata un’opera di giustizia. Purtroppo, una volta lette, le notizie passano inevitabilmente per verità.

Così, forte del clima da far west che si è insataurato in Italia, paese in cui tutto può accadere, Berizzi è tornato alla carica con un altro articolo, ripetendo la solita invenzione fantasiosa.

“In Tunisia – ha scritto oggi 31 gennaio su “Repubblica” – un chilo d'olio costa 0,23 centesimi e che il prezzo medio di un chilo di olio finto "made in Italy" è 3-4 euro, i taroccatori ci tirano su un mille per cento”.

Insomma, in questo clima da far west, forse la migliore soluzione sarebbe espatriare, o comunque pretendere un po’ di serietà, il minimo indispensabile. Sembra sia impossibile.

Cosa bisogna fare per mettere nel cervello di Berizzi l’idea che da nessuna parte al mondo l’olio ricavato dalle olive possa essere acquistato a 23 centesimi?

Possibile che in questo paese dei tanti Pulcinella un Berizzi qualunque possa svegliarsi al mattino e inventarsi qualsiasi frottola senza che nessun rappresentante istituzionale dica qualcosa? Ma dove sta andando questo Paese? Me lo chiedo da tempo e la risposta è drammatica.

Mi chiedo anche cosa ci sia dietro questo duro attacco al comparto oleario italiano. Chi sia il regista occulto. E perché tanti giornalisti con estrema disinvoltura, senza preoccuparsi delle conseguenze per il Paese, sostengano che le aziende riccorrano alle frodi. Io un nome per indicare il regista (neanche tanto occulto) dell’operazione sputtanamento ce l’avrei, e tutti noi sappiamo bene chi sia.

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