Terra Nuda

Quei ragazzini a Montevideo

Italiani all’estero: gli Olivieri. Los Gurises è la stella polare dei cacciatori italiani (e non solo) col cane da ferma: l’università per chiunque voglia istruire un quattrozampe su selvatici veri, provando la sensazione di libertà degli spazi sconfinati

Felice Modica

Quei ragazzini a Montevideo

Centosessanta km più a Nord di Montevideo, si trova l’estancia Los Gurises (i ragazzini), il buen retiro di una coppia straordinaria: gli Olivieri.

Luigi, una vita da importatore di bestiame dall’Est Europa, dalla Spagna e dal Sudamerica; Eva, ragazza di Bratislava conosciuta ormai più di trent’anni fa proprio a causa di questo lavoro. Entrambi si innamorano di questa grande azienda sita nel territorio di Sarandì Grande, regione della Florida e decidono di trascorrervi almeno sei mesi all’anno. Il resto lo passano a Rivoltella del Garda, tra figli di passaggio e nipotini che crescono.

Quando uno, però, nasce imprenditore, lo resta per tutta la vita. Così Luigi, che nelle intenzioni iniziali aveva pensato di tenere solo per sé la fattoria uruguagia, ha cominciato in sordina, invitando gli amici a caccia di anatre e pernici. Poi si è specializzato nell’allevamento dei cani da ferma, ha allargato la sua grande casa, costruendo stanze dotate di ogni confort e trasformandola di fatto in un meraviglioso agriturismo.

Eva non è da meno e, coadiuvata dalla bravissima Laura, “santifica” a tavola la numerosa selvaggina del luogo ed è così brava che la sua cucina è stata selezionata dalla Guida dei “Ristoranti d’autore” di “Identità Golose” (ideata e diretta da Paolo Marchi).

Oggi, Los Gurises è diventato la stella polare dei cacciatori italiani (e non solo) col cane da ferma: l’università per chiunque voglia istruire un quattrozampe su selvatici veri, provando la sensazione di libertà degli spazi sconfinati e, al tempo stesso, la raffinata ospitalità di cui solo gli italiani sono capaci. Tutto è saggio ed equilibrato. La caccia non è di rapina e si svolge lontano dai tempi di riproduzione e su specie abbondantissime (le tortore, addirittura sono tanto numerose da costituire un flagello per l’agricoltura, anche se non paragonabile ai pappagalli); nondimeno ha precisi limiti di prelievo. Si può già andare a cavallo nella pampa, ma Luigi – che non sta mai fermo – sta studiando un accordo, una joint venture, per parlare bene, con un’altra azienda locale specializzata nell’equitazione di altissimo livello.

Ma, ciò che più colpisce di casa Olivieri, è l’orgogliosa e splendida “autarchia”. C’è la carciofaia, l’orto biologico, il frutteto, con tutto ciò che si può desiderare, perfino il pomo del paradiso! Dalla frutta del giardino di casa, Eva ricava una quindicina di marmellate diverse, squisite e coloratissime, che vengono offerte ogni mattina agli ospiti della struttura. Selvaggina a parte, Luigi alleva per sé il bestiame che, finché vive, lo fa tranquillo nella pradera, senza lo stress della stabulazione. Inutile dire che la carne proveniente da animali nati e cresciuti nella pampa è la migliore del mondo.

E poi ci sono i maiali, allevati in una porcilaia che sembra un parco: “lo spazio c’è, perché non approfittarne…” E i cinghiali, da cui Luigi ricava un prosciutto crudo che si scioglie in bocca…
A questo proposito, ogni anno, due clienti/amici - imprenditori per mestiere ma norcini per passione e da generazioni - vengono qui e trascorrono 4/5 giorni pieni a preparare salami di prima categoria, salami di testa di maiale, salami di cinghiale, culacce, finocchiona, luganeghe, lardi e ogni possibile ben di Dio! E poi, visto che Luigi, quand’era ragazzino (ma in fondo lo è ancora…) ha imparato dal padre a preparare i formaggi, eccolo lì, a cimentarsi, nientemeno col parmigiano, il taleggio, l’asiago…
E adesso hanno cominciato pure col pane fatto in casa.
Solo una cosa qui proviene rigorosamente dall’Italia: l’olio extra vergine d’oliva. Mi pare giusto.


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