Terra Nuda

nota stampa

Resilienza e sostenibilità per celebrare la Giornata Internazionale dell’Ulivo 2021

Creare un polmone verde tra Umbria, Toscana e Puglia, secondo i canoni dell’agricoltura biologica. È ciò che si propongono i Monini al fine di contribuire ad assorbire le immissioni di CO₂, salvaguardare la biodiversità e preservare il terreno dalla desertificazione. Tale progetto sarà completato entro il 2030, con 1 milione di nuovi olivi messi a dimora per proporre un modello di olivicoltura moderno e sostenibile. Finora sono stati già piantati 337 mila olivi, ma entro la fine del 2022 diventeranno 715 mila

Olio Officina

Resilienza e sostenibilità per celebrare la Giornata Internazionale dell’Ulivo 2021

Monini, l’azienda italiana che da oltre 100 anni produce Olio Extravergine d’Oliva, celebra con gesti unici e concreti la Giornata Internazionale dell’Ulivo, prevista per il prossimo 26 novembre. Un momento di riflessione voluto dall’Unesco, - l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, - per la prima volta nel 2019, con l’intento di proteggere questa pianta e promuoverne i valori di resilienza, sostenibilità, pace e saggezza che incarna. 

Valori che la stessa Monini promuove concretamente attraverso i 25 progetti del suo Piano di Sostenibilità 2030 – “A Hand for the Future” presentato l’anno scorso in piena pandemia da Maria Flora e Zefferino Monini, la terza generazione dell’azienda che crede profondamente nelle politiche ambientali.

Tra gli obiettivi all’avanguardia di Monini, c’è quello della messa a dimora di 1 milione di nuovi olivi, sentinelle verdi capaci di proteggere il terreno dal dissesto idrogeologico, di assorbire l’anidride carbonica e preservare le diverse cultivar italiane. 

Un progetto iniziato dal cuore di Monini, l’Umbria, per poi diffondersi nelle principali regioni italiane a vocazione olivicola come Toscana e Puglia.

“L’ulivo è un albero straordinario, che ha capacità di resilienza e rinnovamento. Questa Giornata Internazionale è per noi un momento di riflessione sulla situazione ambientale del nostro Paese – in Italia sono 250 milioni le piante di olivi e siamo il primo Paese al mondo per numero di varietà-, ma anche di celebrazione per i risultati sinora raggiunti dal nostro Piano di Sostenibilità - spiegano Maria Flora e Zefferino Monini -. La nostra regione, l’Umbria, oltre a ospitare il Frantoio del Poggiolo, innovativo centro di produzione per i nostri Monocultivar, ha già all’attivo il terreno di Sismano con 316 mila olivi che nel 2022 diventeranno 432 mila. Sismano, dove collaboriamo con l’Azienda Agricola Terre del Papa, ospita il più grande uliveto biologico d’Italia”. 

L’impegno nel biologico viene portato avanti anche nei terreni di Carpino in Puglia e caratterizza oggi il 100% del Bosco Monini di questi territori, dove i terreni a oliveto sono circondati da altri 992 ettari di bosco, ideale habitat di insetti e piante necessari a garantire il naturale ecosistema in contesti di regime di agricoltura biologica.

Pratiche colturali che porteranno alla produzione di un olio extravergine d’oliva di qualità e al 100% biologico. 

Secondo le stime, una volta completato il progetto, il Bosco Monini non solo permetterà uno scambio virtuoso con l’ambiente, riducendo di oltre 50.000 tonnellate in dieci anni la presenza di CO₂ nell’aria, ma darà un valido aiuto al ripopolamento di specie animali e vegetali, combattendo la desertificazione del terreno - in Italia a causa della cementificazione si sono persi nel 2020, in media, 15 ettari al giorno -, e contribuirà alla produzione di un extravergine biologico 100% italiano di alta qualità.

Un fenomeno, quello del consumo del terreno, che secondo l’analisi pubblicata nel 2021 dal Centro Ricerca sui Consumi del Suolo, consultabile QUI, non è arretrato neppure nel 2020, durante il fermo delle attività legate al lockdown.

Nonostante i mesi di blocco di gran parte delle attività, il consumo di suolo in Italia ha continuato a trasformare il territorio nazionale, con un ritmo di cementificazione pari a 56,7 km2, in media, più di 15 ettari al giorno.

In Italia, secondo questi dati davvero poco confortanti, si perdono quasi 2 metri quadrati di suolo ogni secondo per la costruzione di nuovi edifici, infrastrutture, insediamenti commerciali, logistici, produttivi e di servizio.

Ecco che l’impegno di aziende come Monini diventa strategico per il nostro Paese e per il pianeta intero.

Monini ha già investito oltre 10 milioni di euro per il suo Piano di Sostenibilità, che arriveranno a circa 25 milioni entro il 2030.

L’ambiente ringrazia. 

Il bosco Monini in breve

  • Umbria - Spoleto – Frantoio del Poggiolo: 27 ettari di uliveto
  • Umbria - Spoleto – Poggiolaccio: 9 ettari a uliveto entro il 2030
  • Umbria – Sismano: 300 ettari a uliveto entro il 2030
  • Puglia - Carpino: 37 ettari a uliveto
  • Toscana - Perolla: 245 ettari a uliveto entro il 2030
  • Polmone verde: già piantati 337 mila olivi, che entro la fine del 2022 diventeranno 462 mila. Entro il 2030 arriveranno a 1 milione di olivi messi a dimora per oltre 50 mila tonnellate di CO₂ ridotte in 10 anni.

Foto in apertura Spoleto, olivi

Si ringrazia per la notizia e per la foto in apertura Ufficio Stampa Monini

 

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati.
Se sei un utente registrato puoi accedere al tuo account cliccando qui
oppure puoi creare un nuovo account cliccando qui

Iscriviti alle
newsletter