Terra Nuda

Xylella, scienziati uniti

Sul fronte delle fake news sul terribile batterio che colpisce in Italia gli ulivi, qualcosa si muove. Ora gli scienziati si coalizzano e cercano di impedire la deriva. Riportiamo, a beneficio di chi ci legge, una lettura congiunta di un gruppo di studiosi pubblicata sul quotidiano la Repubblica

Olio Officina

Xylella, scienziati uniti

Lettera al Direttore di "la Repubblica" pubblicata il 21 luglio 2018.

Caro Direttore,

pochi giorni fa 20 senatori (di cui 19 del M5S) hanno proposto di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia. Nella richiesta, mirata a sostenere che Xylella non sia la causa del CoDiRO (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) e quindi che le misure di contrasto proposte siano non solo inutili ma dannose, si riprendono argomenti già sentiti, secondo cui la comunità degli studiosi non avrebbe applicato al caso il rigore proprio del metodo scientifico e non si sarebbe basata sul solo utilizzo di dati sottoposti a peer review. Già nel 2013, tuttavia, la letteratura scientifica comprendeva 948 articoli con la parola “Xylella” nel titolo, pubblicati sulle riviste più rigorose. Questa mole di conoscenze, combinata con altre fonti su ciò che stava accadendo in Puglia, ha portato gli scienziati a concludere che l’agente della malattia fosse quel batterio e che occorresse agire rapidamente.

Le pubblicazioni successive e i dati sul progredire dell’epidemia rinforzano tale conclusione. La proposta dei parlamentari cita i dati dei monitoraggi regionali, concludendo che solo una minima percentuale di piante che manifestano il CoDiRO è infetta da Xylella.

Quest’interpretazione trascura che i 350.000 campionamenti non sono stati eseguiti su piante “prevalentemente sintomatiche”. Sono invece stati fatti nella zona di contenimento a nord dell’area infetta e nella zona-cuscinetto ancora più a nord, per verificare l’avanzata dell’ infezione. Nelle due aree la maggior parte delle piante non è (ancora) sintomatica, ma in ambedue la presenza di piante positive a Xylella sta aumentando in modo preoccupante.

Nella vasta area infetta l’epidemia è molto estesa e non si esegue un monitoraggio continuo, ma un’analisi di 500 alberi con marcati sintomi di essiccamento ha mostrato che tutti sono positivi alla Xylella. Stupisce, poi, che il rigore della peer review non si applichi alle possibili pratiche alternative per curare il CoDiRO contenute nella proposta parlamentare. Eccetto una recente pubblicazione sottoposta a peer review, tutti gli studi su Xylella citati a supporto di tali tesi sono articoli o note su periodici online e siti web, quando non progetti di aziende private in evidente conflitto d’interesse, in quanto legati alla promozione di prodotti commerciali. Ancora peggio, le richieste di indagare su possibili connessioni affaristiche tra l’estirpazione degli ulivi e la realizzazione del Gasdotto Trans-Adriatico, e sulle eventuali responsabilità di enti scientifici nell’introduzione di materiali infetti da Xylella, sembrano più seguire le esternazioni di comici e cantanti che non la letteratura scientifica.

Secondo la proposta, la Commissione dovrebbe fare chiarezza con gli stessi poteri dell’Autorità giudiziaria. Ma una Commissione parlamentare ha queste capacità scientifiche? Ed è normale una così profonda confusione di competenze fra scienza e politica, in cui l’autorevolezza scientifica è tranquillamente ignorata? Siamo in presenza di un’epidemia, e bisogna lottare anche contro il tempo: un’inchiesta parlamentare che metta gli scienziati “a processo” è l’ultima cosa di cui il Paese ha bisogno.

Piero Morandini, Università degli Studi di Milano

Michele Morgante, Università degli Studi di Udine

Mario Pezzotti, Università degli Studi di Verona

Alessandro Vitale, Consiglio Nazionale delle Ricerche

La foto di apertura è di Olio Officina

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