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Suicidio, la devastazione della Coscienza

La mission impossible della prevenzione e della predittività in un articolato e circostanziato saggio. In questi anni si è cercato di prevedere le persone con maggiore rischio suicidario tramite procedure di imaging cerebrale e intelligenza artificiale. I risultati dello studio, pur a fronte di un numero limitato di campioni rappresentativi, sembrano incoraggianti. Pare impossibile che il pensiero suicida, fino alla sua attuazione, sia avulso dall’aura psicopatologica; le evidenze biochimiche e molecolari, fino ad oggi documentate, non trascurano gli effetti della ridotta concentrazione di colesterolo e acido linoleico 

Massimo Cocchi, Marco Cavaglià


La “lucidità” del gesto criminale

È ricorrente l’assistere a dichiarazioni di capacità di intendere e di volere, esse, normalmente, vengono espresse su basi che non hanno metodo scientifico bensì si basano su pareri, seppure dotti, assolutamente privi di oggettività biologica e in assenza di indicatori molecolari che traccino il percorso dello stato cosciente di chi ha commesso il misfatto

Massimo Cocchi


Quando Filosofia e Biochimica ragionano sulla “coscienza”

L’anima rimanda al nucleo profondo del nostro essere, alla nostra intimità mai pienamente misurabile, riconducibile a calcolo. La scienza cognitiva e le neuroscienze ci offrono tuttavia rilevanti posizioni teoretiche, ipotesi promettenti, costrutti teorici fecondi proprio sul tema cruciale del rapporto tra mente (anima) e corpo. Ed effettivamente la coscienza è una proprietà biologica emergente del cervello, ma costituisce un hard problemirrisolvibile se ricondotta alle sole spiegazioni neurofisiologiche o funzionaliste

Massimo Cocchi, Fabio Gabrielli


Il ruolo degli acidi grassi nelle grandi interrogazioni intorno alla coscienza

Nonostante il ricco ma incompiuto dibattito sul tema - che ha coinvolto le neuroscienze, la biologia evolutiva, le scienze cognitive, la filosofia della mente, la ricerca avanzata nell'Intelligenza Artificiale - la psichiatria è rimasta ai margini. Il ricorso a marcatori biochimici diventa fondamentale. E gli stessi acidi grassi delle piastrine, nell'interpretazione della rete neurale artificiale, nel loro ruolo condizionante la mobilità della membrana, e quindi la modulazione della captazione della serotonina, possono essere estremamente utili nella gestione clinica dei pazienti

Massimo Cocchi, Fabio Gabrielli

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