AUTORI

Alessandro Tamburini

Alessandro Tamburini

Nato nel 1954 a Rovereto, si è laureato in filosofia a Bologna e ora vive e lavora a Trento. Si è occupato di musica contemporanea e nel 1986 ha pubblicato il saggio Il calcolatore e la musica (Franco Muzzio Editore, Padova). Ha esordito nella narrativa nel 1988 con la raccolta di racconti Ultima sera dell'anno (Il lavoro editoriale, 1988). In seguito ha pubblicato le raccolte di racconti Nel nostro primo mondo (Marsilio, 1990) e La porta è aperta (Marsilio, 1994), e Uno sconosciuto alla porta (peQuod, 2008). nonché i romanzi Le luci del treno (Marsilio, 1992), L'onore delle armi (Bompiani, 1997), Due volte l'alba (Marsilio, 2002), Bagaglio leggero (peQuod, 2006), Quel che so di Adonai (Italic-peQuod, 2010) e "Giostra primavera (Pequod, 2018). Inoltre ha pubblicato il saggio "L'uomo al muro. Fenoglio e la guerra nei ventitre giorni della città di alba" (Italic-peQuod, 2016). 

Gli articoli di Alessandro Tamburini

L’insperata fama dello scrittore Dante Arfelli

Nella primavera del 1949 vinse il Premio Venezia, antesignano del Campiello con il romanzo d'esordio I superflui, scritto di getto e in soli venti giorni. Uscito nel pieno della stagione neorealista, se ne distacca in modo netto. Pubblicato da Rizzoli e riedito da Vallecchi, così da toccare le centomila copie, venne tradotto in vari paesi con riscontri di vendite e critica. Solo negli USA l'edizione economica raggiunse le ottocentomila copie. È stato il sentimento di esclusione e inettitudine, di vuoto esistenziale refrattario a valori salvifici e fervori populisti, a procurargli i più convinti riconoscimenti della critica straniera

Alessandro Tamburini


«La parola ferisce, la parola convince, la parola placa». Per Ennio Flaiano

È disponibile da Adelphi una riedizione del romanzo Tempo di uccidere, che l’autore pubblicò nel 1947. Tutto nacque una sera del dicembre 1946, nel corso di una passeggiata con Leo Longanesi. «Mi scrive un romanzo per i primi di marzo?», gli avrebbe chiesto l’editore. Raccolse la sfida consegnando in tempo per vincere il Premio Strega alla sua prima edizione. Riletto oggi, il romanzo si presenta come un’opera controcorrente e in qualche modo anacronistica

Alessandro Tamburini


Parole nuove

Alessandro Tamburini


Iscriviti alle
newsletter