AUTORI

Guido Conti

Guido Conti

Nato nel 1965 a Parma, dove vive e lavora. Scoperto da Pier Vittorio Tondelli, i suoi racconti sono confluiti nel volume "Il coccodrillo sull'altare" (Guanda), con cui ha vinto il premio Chiara (1998). Tra i suoi romanzi: "I cieli di vetro" (premio Selezione Campiello 1999, Guanda), "Il tramonto sulla pianura" (Guanda, 2005), "Le mille bocche della nostra sete" (Mondadori, 2010) e "Il grande fiume Po" (Mondadori, 2012). Ha inoltre pubblicato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, "Dite la vostra" (Guanda, 2002; Premio Carlo Levi 2013) e il volume "Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore" (premio Hemingway per la critica 2008, Rizzoli).

Gli articoli di Guido Conti

Il noir come romanzo sociale

Non un romanzo usa e getta, come troppo spesso accade oggi. Dopo Il fiume delle nebbie, uno dei suoi libri più famosi, Valerio Varesi torna con Gli invisibili, per le edizioni Mondadori, che si muove tra gli argini del Po. Nostra intervista allo scrittore

Guido Conti


"Un uomo in mutande", è un vero invito alla lettura. Intervista ad Andrea Vitali

La lezione principale – ci confida l’autore con oltre quattro milioni di copie vendute – è che bisogna avere qualcosa da raccontare, meglio se non troppo personale, ed evitare di girare attorno al proprio ombelico. Il lettore che cerca storie vuole storie e non piagnistei

Guido Conti


Perché leggere Tonino Guerra

È da leggere perché attraverso la sua opera ha saputo creare una dimensione tra provincia ed Europa, tra provincia e mondo, che resta un modello e un esempio per poeti e scrittori a venire

Guido Conti


L’agricoltura, non l’arcadia

“Ti deve piacere la terra, lavorarla e vedere crescere ciò che semini perché altrimenti è meglio cambiare lavoro”. Il narratore Guido Conti racconta di sè. “I vecchi poco alla volta sono morti. E’ mancata una generazione che passasse le conoscenze. Il mio padrone – prosegue – lavorava tutto il giorno. Delle notti si addormentava sul trattore acceso, crollava, poi ripartiva, perché la volontà era più forte e potente della stanchezza”

Guido Conti


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