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Laboratorio Urbano Aperto

Laboratorio Urbano Aperto

Laboratorio Urbano Aperto è nato a San Cassiano (Lecce) nel 2001. Nell’ottobre 2005 si è costituito in associazione culturale, conservando la precisa volontà di mantenere e salvaguardare il carattere autorganizzato e spontaneo che ha accompagnato la sua nascita. Intorno al nucleo che formalmente è costituito dai fondatori dell’associazione, opera un gruppo eterogeneo di persone, costituito da diverse figure professionali, dall’architetto all’agronomo, dall’urbanista al funzionario pubblico, dal regista al comunicatore, dal sociologo al giornalista, dal filosofo e dall’esperto in scienze politiche e al giurista, dal fotografo al musicista, dal professionista alla persona che ha a cuore le necessità del territorio, dall’esperto in animazione, partecipazione, mediazione a chi da sempre si adopera in vario modo e si spende per e all’interno della propria comunità, ai neofiti, ai visionari, ai realisti, tutti accomunati da una missione, che ciascuno modula e arricchisce in funzione del proprio retroterra culturale, disponibilità, sensibilità e competenze.

Laboratorio Urbano Aperto è nato a San Cassiano (Lecce) nel 2001. Nell’ottobre 2005 si è costituito in associazione culturale, conservando la precisa volontà di mantenere e salvaguardare il carattere autorganizzato e spontaneo che ha accompagnato la sua nascita. Intorno al nucleo che formalmente è costituito dai fondatori dell’associazione, opera un gruppo eterogeneo di persone, costituito da diverse figure professionali, dall’architetto all’agronomo, dall’urbanista al funzionario pubblico, dal regista al comunicatore, dal sociologo al giornalista, dal filosofo e dall’esperto in scienze politiche e al giurista, dal fotografo al musicista, dal professionista alla persona che ha a cuore le necessità del territorio, dall’esperto in animazione, partecipazione, mediazione a chi da sempre si adopera in vario modo e si spende per e all’interno della propria comunità, ai neofiti, ai visionari, ai realisti, tutti accomunati da una missione, che ciascuno modula e arricchisce in funzione del proprio retroterra culturale, disponibilità, sensibilità e competenze.

Uno dei proposti della progettazione partecipata è costruire processi che coinvolgano gli utenti finali dei progetti. Se il progetto è la città, il territorio, gli utenti sono gli abitanti. Il progetto è parte integrante del processo e dunque costruito collettivamente con l’apporto di più discipline e di punti di vista diversi.
Laboratorio Urbano Aperto affronta il tema della progettazione partecipata attraverso processi di visione e costruzione creativa dello spazio. Nel processo sono introdotti specifici pacchetti, kit e spazi artificiali di “pronto utilizzo creativo” che avvicinino e stimolino le persone coinvolte a partecipare con un approccio ludico e fattuale.

Il tentativo è di superare il concetto di partecipazione che produce consenso acritico adottando il potere della creatività che produce spazio e scenari futuri. Soggetto della progettazione partecipata è la persona. La persona vive il proprio spazio. Lo spazio è modificato dall’incontro con un’altra persona attraverso un processo di reciproca stimolazione creativa in forma di laboratorio. Pertanto, data la natura multidisciplinare, le attività e i campi di sperimentazione del Laboratorio Urbano Aperto sono multiformi ed eterogenei ma con obiettivi molto precisi: lavorare ai processi di trasformazione del territorio inserendo negli iter progettuali i laboratori di progettazione partecipata visti come strumenti capaci di produrre idee che influenzino e migliorino la pianificazione territoriale; incentivare scambi culturali e promuovere la messa in rete di realtà che perseguano le medesime finalità, compresi enti pubblici e privati, associazioni culturali, consorzi, cooperative;contribuire alla diffusione di approcci creativi ai processi partecipativi finalizzati alla promozione delle politiche di sviluppo del territorio, mediante strumenti e metodologie sempre rinnovati e dettati dai contesti sociali, economici, culturali e territoriali in cui si opera; promuovere l’uso dei differenti linguaggi artistici e comunicativi come strumento di ricerca e di indagine sul territorio, di espressione e condivisione di sensazioni, pensieri e impressioni, che affiancati all’indagine tecnico-scientifica, favoriscono un approccio multivisuale alla complessità del territorio. promuovere autonomamente (anche in collaborazione con privati cittadini, gruppi, enti e organizzazioni pubbliche) iniziative di studio, analisi, conoscenza e di sperimentazione, aventi per oggetto il territorio, il suo sviluppo e i suoi abitanti; ricominciare a immaginare, pensare, programmare, progettare il presente e il futuro del proprio quartiere, della propria città, del proprio territorio significa riappropriarsi di una pratica troppo spesso snaturata, spersonalizzata, decontestualizzata, fatta sprofondare nella burocrazia e allo stesso tempo, un modo per tornare ad essere e a sentirsi gruppo solidale, collettività, comunità.

 

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Ogni volta che nidificano i Paduli è sempre una gran festa. Teatro dell’evento, come al solito, è l’oliveto pubblico. Le giornate del workshop di autocostruzione dei nidi vincitori del concorso Nidificare i Paduli sono state proprio una bella esperienza per chi le ha vissute. Noi riportiamo il racconto di chi ha ideato il progetto, con una ricca galleria di immagini

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