Un tempo bastava dire “Quest’olio è buono”. Oggi non è più sufficiente, si vive in un’epoca in cui la qualità è data per scontata. Ciò che fa la differenza, è come questa viene comunicata, con quali parole e a chi. La rivoluzione digitale ha trasformato radicalmente il modo in cui si scoprono, si scelgono e si ricordano i prodotti. Così, anche l’olio extra vergine di oliva, pur simbolo permanente e universale di radici e culture mediterranee, entra di fatto nella nuova dimensione del valore percepito.
Ecco allora il libro di Adele Bonaro, L’olio che parla ai sensi. Comunicazione, neuromarketing e cultura digitale per gli oli extra vergini di oliva, esperta di marketing, comunicazione e neuroscienze applicate, ci aiuta a entrare nei nuovi moduli espressivi in voga nella società contemporanea, portandoci a utilizzare volta per volta il linguaggio più adatto alle varie circostanze, senza con ciò snaturare la propria storia personale, la natura del prodotto, il valore della marca, le vicende umane connesse e la memoria collettiva.

Olio Officina Festival 2026
Rho, 22-24 gennaio 2026
Centro congressi Mantovani Furioli
Riprese e regia a cura di Luca Sarni