Quando parliamo di “cervello pigro” non parliamo di superficialità, ma di efficienza. Il cervello è progettato per semplificare, per ridurre lo sforzo cognitivo. E quando si trova davanti a una scelta, tende a preferire ciò che riconosce, ciò che gli è già familiare.
La familiarità come scorciatoia decisionale
Davanti a uno scaffale o a uno shop online, il consumatore non cerca l’olio migliore in senso assoluto. Cerca un olio che “gli torna”. Un nome già sentito, una bottiglia che non disorienta, un linguaggio che non richiede spiegazioni.
La familiarità diventa una scorciatoia mentale: se lo riconosco, posso fidarmi.
Non è una scelta razionale, è una scelta comoda. E proprio per questo è così frequente.
Nel mondo dell’olio EVO, dove spesso il linguaggio è tecnico e l’offerta ampia, ciò che è chiaro e riconoscibile ha un vantaggio enorme. Il cervello, messo sotto pressione, premia ciò che gli fa fare meno fatica.
Quando l’eccesso di originalità diventa un ostacolo
Molte aziende pensano che distinguersi significhi rompere ogni schema. Ma dal punto di vista cognitivo, l’eccessiva originalità può diventare un freno. Etichette troppo complesse, nomi difficili da ricordare, racconti troppo astratti rischiano di creare distanza.
Un cervello che non capisce subito non si incuriosisce: si ritrae.
E quando si ritrae, rimanda la scelta o torna su qualcosa di più rassicurante.
Essere riconoscibili non significa essere banali. Significa accompagnare chi guarda, non metterlo alla prova.
Online la familiarità conta ancora di più
Nel digitale non possiamo assaggiare l’olio, non possiamo sentirne il profumo, non possiamo percepirne la consistenza. La scelta avviene quasi interamente attraverso segnali visivi e narrativi.
Un sito semplice, coerente, con uno stile riconoscibile e un linguaggio costante riduce lo sforzo mentale. Comunica affidabilità prima ancora di raccontare il prodotto. È come dire al consumatore: “Qui non devi difenderti, sei nel posto giusto”.
Nel mondo online, la familiarità non è noia: è orientamento.
La fiducia nasce dalla ripetizione
La familiarità non nasce in un solo contatto. Si costruisce nel tempo.
Ripetizione dei messaggi, coerenza visiva, tono di voce costante, ritualità nella comunicazione. Ogni volta che il consumatore ritrova gli stessi codici, il suo cervello abbassa le difese.
E quando le difese si abbassano, la fiducia cresce.
Un olio che comunica sempre nello stesso modo diventa un riferimento. Non perché sia l’unico, ma perché è riconoscibile. E ciò che è riconoscibile viene scelto più facilmente.
Rendere semplice ciò che è complesso
L’olio extra vergine di oliva è un prodotto complesso, ricco di storia, tecnica e significato. Ma la sua comunicazione non deve esserlo per forza. Anzi.
Il compito di chi comunica l’olio non è spiegare tutto, ma scegliere cosa rendere immediatamente comprensibile. Il cervello ama ciò che si lascia capire senza sforzo, ciò che sembra già parte del suo mondo.
Perché tra due oli di pari qualità, il cervello sceglierà quasi sempre quello che gli sembra già un po’ suo.
In apertura, illustrazione di ABCommunication