Fa sempre piacere trovare il consenso del pubblico che ha partecipato alla quindicesima edizione di Olio Officina Festival. Sono stati tre giorni intensi a Rho, presso il Centro congressi Mantovani Furioli, in fuga da Milano e dall’ubriacatura delle Olimpiadi. Già, perché abbiamo dovuto anticipare nostro malgrado le date dell’evento pur di evitare disagi al nostro pubblico. E così abbiamo scelto Rho e il mese di gennaio.

Ecco, in particolare, quanto riporta il Comune di Rho: “La 15ª edizione di Olio Officina Festival è una iniziativa nata per dare l’opportunità di scoprire il vasto patrimonio di colori, profumi, sapori, consistenze e aromi dell'oro verde italiano e di quello proveniente da altri Paesi, anche lontanissimi, di altri continenti. Un evento interessante, che fa luce su tanti aspetti legati a un prodotto essenziale per la dieta mediterranea che tanto viene raccomandato dagli esperti e che raccomandiamo nei Lunedì dell’Alimentazione – dichiara al riguardo il vicesindaco e assessore al Commercio Maria Rita Vergani”. 

I commenti sono stati tanti. Noi abbiamo raccolto solo alcuni dei tanti che abbiamo letto qua e là, tutti positivi, perché di negativi non ne abbiamo riscontrati. Almeno, così ci pare. E se ci fossero, sono sempre benvenuti. Ma ecco, spigolando qua e là sui social, alcune delle considerazioni lette.

Iniziamo con una bella recensione, pubblicato sui social da Sara Missaglia, direttrice della rivista Wine and Travel

“Ci sono eventi che costruiscono cultura. Olio Officina Festival è uno di questi. Tre giorni intensi, densi, partecipati: una manifestazione ricchissima di contenuti, capace di mettere attorno allo stesso tavolo produttori, studiosi, comunicatori e pubblico curioso, con un’energia che si è percepita in ogni sala. […] Grande attenzione, grande voglia di capire l’olio per quello che è davvero: un alimento vivo, identitario, complesso, che merita parole precise e ascolto. Il tutto orchestrato con splendida regia da Luigi Caricato, anima e motore di Olio Officina Festival, capace di tenere insieme visione, rigore e passione. Un festival che non banalizza, non semplifica, non ammicca: scava, interroga, accende pensiero. E lascia il segno”.

Proseguiamo con la presentazione che ne fa la giornalista Daniela Ferrando

“Così verticale sull’olio. Così trasversale nell’approccio. Questo il pregio maggiore di Olio Officina, il festival-creatura di Luigi Caricato. Ma è anche un pregio della persona stessa, Luigi, pioniere privo di pregiudizi, oltre l’ordine”.

L’assaggiatrice Onaoo Elena Tordi, così commenta, sempre sui social, la seconda giornata del festival, quella di venerdì 23 gennaio 

“Giornata di ascolto, di contenuti importanti, ricca di argomenti e spunti di crescita. Parlare di olio da olive significa parlare di piacere, di natura, di cultura, della tecnologia del presente e delle tradizioni del passato, ma è anche riconoscere l’attualità, la complessità di uno dei temi caldi, la burocrazia e la possibilità di chiedere più libertà di espressione in etichetta, a cosa servono le scuole di assaggio, Panel test e ai numerosi controlli cui deve sottostare l’olio extra vergine e molto altro”. 

Nella Sala delle Volte del Centro congressi Mantovani Furioli c’era anche l’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, che così commenta

“L’olivocoltura pantesca e i suoi produttori eroici hanno suscitato molto interesse durante la 15esima edizione del Festival dell'Olio organizzato da Olio Officina, la prima alla quale hanno aderito. Un’importante occasione di confronto, promozione e valorizzazione dell’olio pantesco, confermando l’interesse del mercato specializzato verso produzioni fortemente identitarie e legate al territorio. Grazie ai produttori che hanno partecipato dimostrando di credere anche a questa iniziativa apparentemente minore".

In apertura, foto di Gianfranco Maggio per Olio Officina