Lo scorso 3 ottobre si è svolto a Lucera, in provincia di Foggia, il convegno “Olio Italiano a Rischio. Prospettive per la nuova campagna olearia”, incontro promosso e organizzato dall'Associazione dei Mastri Oleari, presieduta da Nicola Di Battista, e dall'Afp, l’Associazione dei Frantoiani di Puglia guidata da Stefano Caroli. L'appuntamento ha rappresentato un importante momento di dialogo e convergenza tra la filiera produttiva, i tecnici del settore e le Istituzioni, nazionali e ragionali, presenti numerosi per ascoltare le esigenze del comparto e condividere percorsi di supporto in vista dell'imminente campagna olearia.

L’analisi tecnica emersa dal dibattito ha fotografato la delicatezza dell'attuale momento di avvio dei lavori nei frantoi. Tra gli interventi che si sono ascoltati, quello di Tommaso Loiodice, presidente del Fooi, la Filiera Olivicola Olearia Italiana, il quale ha illustrato le complesse dinamiche di mercato, segnate dalla contrazione dei prezzi, dall'aumento delle giacenze dell'anno passato e dalla presenza di prodotto estero a basso costo. Un quadro, quello emerso, che richiede grande attenzione, allo scopo di evitare che le fluttuazioni economiche disincentivino le raccolte in campo e penalizzino il lavoro dei produttori.

In questo scenario, l’intervento di Luigi Caricato, il direttore di Olio Officina, è stato utile in quanto ha permesso di chiarire un aspetto spesso trascurato o addirittura dimenticato: “l’olio – afferma Caricato – è un marcatore culturale, prima ancora di essere merce, senza questa evidenza, si rischia di perdere tutto il valore intrinseco al prodotto. Non si tratta di un generico alimento tra i tanti, l’olio extra vergine di oliva, e non a caso viene definito un functional food, e c’è pure chi lo annovera tra i nutraceutici, e allora, con queste premesse, non si spiega, e non si può assolutamente accettare l’indebita e ingiustificata collocazione nella lista dei prodotti commodity. Questa dinamica che si è venuta a determinare negli ultimi decenni, nuoce pesantemente, prima ancora che all’immagine del prodotto e alla sua reputazione, alla percezione stessa del suo reale valore, tant’è che i consumatori continuano a scegliere in funzione del prezzo più basso e non dell’effettivo valore intrinseco”.

Caricato ha offerto un contributo di centrale rilievo culturale e strategico, ponendo tra l’altro l'accento sull’importanza dei concorsi oleari, i quali costituiscono di fatto una selezione degli oli a vantaggio di chi vorrà usufruirne, e, soprattutto, Caricato si è soffermato sulla necessità di costruire un nuovo linguaggio comunicativo intorno all'olio extra vergine di oliva di alta qualità. Caricato ha inoltre evidenziato come la cultura del prodotto e la percezione del suo valore siano leve fondamentali per posizionare l'olio su una fascia d'eccellenza, affrancandolo dalle dinamiche di ribasso del mercato globale.

A completare il quadro, circa gli aspetti tecnico, l'intervento di Francesco Cherubini, direttore di Olivo News, ha evidenziato l'importanza dell'innovazione tecnologica nei frantoi, mentre Vito Giangaspero, responsabile di Geatecno Green Energy, ha richiamato l'attenzione sui temi della sostenibilità e dell'efficientamento energetico per la riduzione dei costi gestionali con il risparmio sui costi energia con il gruppo di acquisto dedicato a tutti i soci delle due associazioni.

A rafforzare il valore dell'iniziativa è giunta la concreta disponibilità manifestata dai rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, con gli interventi di Francesco Paolicelli, l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia e dei deputati Aldo Mattia e Marco Cerreto, i quali hanno confermato la piena vicinanza del Governo e della Regione nel sostenere i frantoiani artigiani e accompagnare la filiera in questa complessa stagione.

Fulcro dell'incontro è stata la valorizzazione della figura del Mastro Oleario, inteso come vero proprio produttore d'olio e artefice dell'eccellenza in frantoio. Più che un semplice trasformatore, il Mastro Oleario rappresenta l'elemento umano e professionale indispensabile per guidare il processo di estrazione, garantendo che l'olio extra vergine di oliva non sia considerato una generica commodity, bensì un alimento artigianale, certificabile e ricco di proprietà nutraceutiche per la salute. A tal proposito, Francesca Petrini, la presidente nazionale di Cna Agroalimentare, ha illustrato il percorso avviato insieme all'Associazione dei Mastri Oleari e Afp, che ha portato alla presentazione di un dossier articolato al Ministero competente per il riconoscimento e la valorizzazione di questa figura su scala nazionale. Un'iniziativa affiancata dall'impegno nell'organizzazione di corsi di formazione dedicati, volti ad ampliare l'accesso all'Albo professionale e a far crescere la rete degli associati.

"Affrontare l'inizio di questa campagna olearia richiede visione, professionalità e collaborazione”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione Mastri Oleari, Nicola Di Battista. “Il Mastro Oleario - ha precisato - è il garante della qualità e del valore salutistico dell'olio italiano. Riconoscerne il ruolo e lavorare sinergicamente con Cna e le Istituzioni significa dare certezze, sia agli agricoltori, sia ai consumatori, costruendo una prospettiva solida per l'intero comparto".

Sulla stessa linea il presidente di Afp Stefano Caroli, il quale ha tenuto a ribadire il valore dell'unione d'intenti tra i frantoiani artigiani e i rappresentanti istituzionali così da valorizzare la produzione di qualità e affrontare le sfide del mercato con fiducia e trasparenza.

In conclusione dei lavori, le due associazioni, Mastri Oleari e Afp, hanno confermato la volontà di proseguire in questa direzione con determinazione e fermezza, sollecitando il Governo e le Istituzioni tutte a tradurre tempestivamente gli impegni e le aperture manifestate in provvedimenti e fatti concreti a tutela del settore olivicolo italiano.

In apertura, da sinistra: Nicola di Battista, presidente Associazione dei mastri Oleari, e Stefanoi Caroli, presidente Afp