Per approfondire la conoscenza di Guido Novaro, è sufficiente leggere il suo libro, Liscio come l'olio, editro da Olio Officina. Oppure leggere le sue newsletter mensili, sotto il titolo di Sac à poche. Anche se giochiamo in casa, con lui, ci fa piacere leggere la sua esperienza emotiva e insieme razionale come pubblico e come interprete di se stesso ala quindicesima edizione di Olio Officina Festival.

"Nella splendida cornice del Centro Congressi Mantovani Furioli, complesso settecentesco immerso nel verde di un grande parco secolare, l’olio - si legge - è stato osservato, degustato, ascoltato e interpretato in tutte le sue forme. Tre giorni in cui si è parlato di olio, certo — of course! — ma anche di molto altro.Il filo conduttore di questa edizione è stato il Sensoriale (scritto non a caso con la S maiuscola!): un campo di indagine vasto, sorprendente, ancora in parte inesplorato.
In questo contesto, l’olio extra vergine di oliva ha assunto prospettive inedite, diventando materia di una continua esplorazione fatta di colori, profumi, aromi, consistenze e sensazioni tattili. Un viaggio capace di riservare sorprese inattese, che ha coinvolto i sensi prima ancora dell’intelletto.Olio Officina Festival è stato anche (o forse soprattutto) incontro.

Tra gli incontri avuti a Olio Officina Festival Guido Novaro cita quello con Claude Cruells, il fotografo e autore del volume Oliviers millénaires. Les Gardiens de la Méditerranée, che tra l'altro ha ricevuto il premio Olio Officina Cultura dell'Olio. Attraverso il suo libro, Cruells - chiarisce Novaro - si compie "un viaggio alla scoperta degli ulivi millenari, certo, ma soprattutto delle persone che li custodiscono, delle culture che li hanno generati, dei saperi che rischiano di scomparire. Le immagini di Cruells, che raccontano paesi, oliveti e persone impegnate a salvaguardare un patrimonio di alberi, culture e saperi minacciati o perduti, restituiscono una Mediterraneità profonda, fatta di terra, fatica, bellezza e responsabilità.Tre diari di viaggio e nove anni di reportage. Un’opera monumentale nel formato e nel contenuto (...).

E così chiude con queste parole il proprio racconto Guido Novaro: "Olio Officina Festival 2026, ideato e diretto da Luigi Caricato, si conferma un luogo necessario: uno spazio in cui l’olio smette di essere solo prodotto e diventa racconto, identità, futuro. Un appuntamento che continua a nutrire non solo il palato, ma il pensiero".

E noi diciamo tutti in coro: grazie.

In apertura, Guido Novaro ritratto da Gianfranco Maggio