Un sito web non è solo una vetrina.
È un’esperienza.

Nel mondo dell’olio extra vergine di oliva, molte aziende hanno un sito. Poche hanno un sito che funziona davvero. Non perché manchino le informazioni, ma perché manca un elemento fondamentale: il modo in cui il cervello naviga.

La UX (User Experience) è, prima di tutto, neuroscienza applicata. 

Il cervello cerca semplicità

Quando una persona entra in un sito, il suo cervello vuole orientarsi subito.
Dove sono?
Cosa devo fare?
Dove clicco?

Se queste risposte non arrivano in pochi secondi, si attiva una sensazione di fatica. E la fatica porta all’abbandono.

Un sito efficace non è quello che mostra tutto.
È quello che guida. 

La navigazione come percorso mentale

Navigare un sito significa prendere decisioni continue.
Ogni click è una scelta.

Un menu del sito confuso, troppe opzioni, percorsi poco chiari aumentano lo sforzo cognitivo. Il cervello, per natura, evita lo sforzo.

Per questo i siti che funzionano:

  • hanno pochi percorsi chiari
  • guidano l’utente passo dopo passo
  • eliminano il superfluo

La semplicità non è estetica.
È funzionale.

Il piacere cognitivo

Quando un sito è facile da usare, il cervello prova una sensazione positiva. È il cosiddetto cognitive ease: tutto scorre, tutto è comprensibile.

Questo genera fiducia.

Un sito complicato, invece, fa dubitare.

Un sito semplice rassicura.

Nel marketing dell’olio, dove la fiducia è fondamentale, questo aspetto è decisivo.

Testi che accompagnano, non che bloccano

Anche le parole fanno parte dell’esperienza.

Testi lunghi, tecnici, complessi rallentano la lettura.
Testi chiari, brevi, ben strutturati accompagnano il percorso.

Il neurocopywriting non serve a scrivere di più.
Serve a far capire meglio.

L’olio come esperienza digitale

Un buon sito oleario non deve solo informare.
Deve far percepire l’olio.

Attraverso immagini, testi, struttura, deve creare un’esperienza coerente con il prodotto: naturale, autentica, fluida.

Perché il sito è spesso il primo contatto tra brand e consumatore.
E quel primo contatto avviene nella mente. 

Il sito come venditore silenzioso

Un sito ben progettato lavora anche quando l’azienda non è presente.
Accoglie, spiega, rassicura, guida.

Non è una brochure.
È un venditore digitale.

E quando parla il linguaggio del cervello, diventa efficace.

In apertura, illustrazione di ABCommunication