Il progetto, sviluppato da Aspi, l’Associazione Sommellerie Professionale Italiana, è il primo registro pubblico nazionale dei sommelier professionisti certificati, unica realtà nazionale riconosciuta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nonché unica associazione italiana membro Asi, l’Association de la Sommellerie Internationale, organismo di riferimento a livello mondiale per la professione dei sommelier.
Il DNAspi – questa la denominazione abbreviata, rappresenta un passaggio significativo nell’evoluzione della figura del sommelier in Italia. Non più solo formazione e appartenenza associativa, ma sistema concreto di riconoscibilità professionale fondato su criteri oggettivi, verificabili e aggiornati nel tempo.
L’accesso al registro avviene su base annuale ed è subordinato al rispetto di requisiti precisi: la certificazione professionale Aspi, la continuità associativa,
l’aggiornamento costante attraverso i Crediti Formativi Sommelier (Cfs), secondo i principi del Long Life Learning.
I professionisti inseriti nel DNAspi costituiscono il primo nucleo ufficiale di sommelier operativi, qualificati e aggiornati, attivi nei diversi ambiti di settore: ristorazione, ospitalità, consulenza, formazione ed eventi.
Il sistema – come informa il responsabile del progetto Flavio Lenardon - nasce con un obiettivo chiaro: offrire a enti, aziende e operatori un riferimento affidabile per l’individuazione di competenze professionali nel mondo della sommellerie, contribuendo al tempo stesso a rafforzare il posizionamento e la reputazione della figura del sommelier in Italia.
Il registro, aggiornato annualmente, sarà progressivamente ampliato, mantenendo come principio fondante la qualità e la coerenza del percorso professionale dei suoi membri.
Con il DNAspi, l’associazione Aspi introduce un modello evoluto che si inserisce nel contesto più ampio del riconoscimento istituzionale delle professioni e della crescente esigenza di trasparenza, affidabilità e qualificazione nel settore enogastronomico. L’elenco dei sommelier certificati è stato trasmesso a enti pubblici, aziende vitivinicole, operatori del settore e realtà territoriali,
con l’obiettivo di favorire la connessione tra domanda e offerta di professionalità qualificate.
In apertura, foto di Olio Officina