Si intitola Il respiro dell'olivo il libro che Claudio Bianchi e Alessandro Colletti hanno pubblicato di recente, con utili suggerimenti pratici destinati a olivicoltori appassionati. I due autori hanno messo a disposizione di tutti le ultradecennali esperienze maturate nella cura degli olivi. Cura che prevede l'uso di preparati autoprodotti per la lotta biologica contro i principali parassiti e malattie: fermentati, detergenti enzimatici, ferVida, olio bianco vegetale ecc.

Non mancano in questa pubblicazione - come dichiarano gli stressi autori - le pagine sulla potatura, sul terreno, sula concimazione e nondimeno anche sull'olio quale prodotto finale di un percorso di cura e attenzioni rivolte alla pianta dell’olivo.
Uno degli autori, Claudio Bianchi, ci confida che “gli olivi, basta solo guardarli. Mi affascinano, mi fanno trasalire”, ammette senza alcuna incertezza. “Guardarli - precisa - non è mera osservazione, nemmeno una passiva azione sensoriale, quanto piuttosto un cercare di cogliere l'essenza stessa della pianta, le sue necessità, cosa ci sta chiedendo, a volte supplicando, mentre la osserviamo”.

“Osservando gli olivi - chiarisce Bianchi - cerco di arrivare a coglierne il significato più autentico. Se non trovo il bandolo della matassa, non sto bene, non mi sento soddisfatto. Migliaia di domande iniziano a fasciarmi la testa e volo letteralmente. Devo perciò mettere il filo ai miei pensieri così come un bambino si lega al braccio il palloncino per non perderlo”.

Tante le domande, tra cui una in particolare: “Il terreno sarà in grado di fornire tutto ciò di cui gli olivi hanno bisogno? L'occhio allora si sposta sulla conformazione del terreno. La pianta è su un poggetto o in un vallino? Come varia la luce durante il giorno? Sarà sufficiente? Cosa comporta la posizione nelle varie stagioni? Sarà arido d'estate o troppo umido d'invero?”

Ecco, occorre fermare la mente, dichiara Claudio Bianchi. “Penso che sia chiaro che la capacità di osservare bene è essenziale per la coltivazione delle piante. Il secondo passo è interpretare i segni con cui le piante ci parlano. Sì - ammette Bianchi - le piante ci parlano. Siamo noi, semmai, che non le comprendiamo, o meglio, non cerchiamo minimamente di interpretare il loro modo di comunicare. Ci sentiamo esseri superiori cercando di portare le piante a fare ciò che vogliamo noi e nei modi che noi vogliamo. Ma è una battaglia persa, perché la natura ha un vissuto fin troppo superiore a noi umani. Sono miliardi di anni contro centinaia di migliaia di anni. La nostra, è solo presunzione”.

Detto ciò come ci si deve muovere? Il libro è stato pubblicato per questa ragione. “La natura - aggiunge Bianchi - ha sulle proprie spalle il proprio vissuto, ovvero un bagaglio di esperienze scritte nel germoplasma delle piante. E allora, se non siamo stupidi, è sufficiente capire e interpretare le esigenze di ogni pianta, le sue caratteristiche e necessità. Una volta compreso quel che basta, è sufficiente andare incontro a ciò che le piante ci chiedono, cercando di minimizzare, nei nostri interventi di coltivatori, ciò che disturba le piante, massimizzando invece ciò di cui loro hanno necessità. In pratica, il nostro compito è facilitare lo sviluppo degli olivi e puntare a una loro piena armonia con l'ambiente nel quale vivono”
Il libro si compone di 200 pagine a colori ed è disponibile su Amazon.

Si consiglia anche la lettura del volume La potatura degli olivi, di cui è stato autore nel 1909 Leone Musi. Nella stessa pubblicazione è anche contenuto il saggio “La ricostituzione olivicola attraverso la potatura”, che Alfredo Roventini scrisse nel 1936.

In apertura, foto di Olio Officina