C’è sempre la paura, quando si affronta il figlio di un mito, della delusione. Del fatto che non possa raggiungere le vette paterne.
Così è successo a noi, quando abbiamo deciso di seguire il concerto di Cristiano, il figlio di Fabrizio De André.
Anche perché ormai sono all’ordine del giorno gruppi che suonano i grandi del Novecento, da Dalla con La notte dei miracoli a Battisti con Il mio canto libero.
Ma, nel caso di Cristiano De André, abbiamo avuto modo di ricrederci quasi subito.
Il giovane uomo che noi ricordavamo nell’insuperabile ultimo concerto del padre Fabrizio, mentre alle sue spalle suonava il violino, nel 1998, e in parte ridotto per la TV nel 1999, è ora diventato lui stesso il padre.
E ne è, come ha avuto modo di dire alla platea, l’unico erede.
L’unico, veramente: stessa voce, stesso fisico, stessa elegante e raffinata ironia. Che emozione!
Perché oltre a cantare, via via Cristiano si è fermato a parlare col pubblico, a raccontare della sua vicenda artistica: «Sei bravo, mi dicevano, ma tuo padre…» e del suo rapporto col genitore che è stato, dalla sua maturità, di grande affetto.
Affetto che si è andato ad aggiungere alla stima di sempre.
Parlavamo di emozione. Un’emozione che si percepiva anche osservando il pubblico.
Molte infatti le coppie di padri – della generazione del grande Faber – con figli di una generazione successiva.
Coppie che cantavano (meglio: mormoravano quasi con una sorta di rispetto) all’unisono con Cristiano.
Così nel 47° Festival della Versiliana è stato possibile riascoltare quelle canzoni che sono parte della nostra memoria collettiva.
Ed è attingendo a questo patrimonio che Cristiano ha portato sul palco la musica e le parole del padre Fabrizio con canzoni senza tempo, canzoni per ogni generazione, e raccontandocelo attingendone dal suo immenso repertorio.
Da Crêuza de mä (1984) a Storia di un impiegato (1973), da Non al denaro non all’amore né al cielo (1971) a La buona novella (1970) per finire con i grandi classici Via del campo, La canzone di Marinella, Bocca di Rosa, Cristiano non solo ha cantato, ma, da abile polistrumentista qual è, ha suonato la chitarra acustica e classica, il bouzouki, il pianoforte e il violino, accompagnato dai fedeli Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere, e Ivano Zanotti alla batteria.
Così, sotto i pini della Versiliana, un pubblico attento, emozionato, affezionato e commosso ha richiamato più volte De André sul palco.
E Cristiano, dopo due ore e dieci di spettacolo ininterrotto, si è concesso in diversi bis, donando agli spettatori ancora un po’ di felicità.
De André canta De André con Cristiano De André
Marina di Pietrasanta (Lucca), Teatro La Versiliana, 13 agosto 2026
In apertura, Cristiano De Andrè