Questo articolo, a firma di Cintya Concari e Roberto Marcatti, lo potetete leggere anche QUI, sfogliando il numero 10 del tabloid dedicato al packaging e al design, pubblicato in edizione cartacea per gli abbonati alla rivista OOF Magazine, e, in edizione digitale sfogliabile, su Issuu. E, per quanti abbiano curiosità di approfondire il tema del design, possono leggere e sfogliare QUI il numero 11 del tabloid dedicato alla mostra "Olio & Design: anima mediterranea",
Il packaging design, ovvero l’arte del creare imballaggi e confezioni per i prodotti presenti sul mercato, è un’attività che abbraccia una molteplicità di competenze. Da un aspetto grafico-pubblicitario a quello di una vera e propria tecnica di progettazione, per garantire che il prodotto contenuto nell’imballaggio sia conservato nella maniera più corretta.
Il packaging design è un settore del design che richiede uno studio approfondito e specializzato, con figure professionali competenti e con responsabilità diverse. La storia del packaging design coincide con il bisogno dell’uomo di conservare il cibo.
Dalla preistoria arrivano tracce di primi esempi di contenitori, come zucche, conchiglie, tronchi e viscere di animali, mentre già nel 2000 a.C. pare si utilizzassero pozzi riempiti di ghiaccio per conservare le carni. Giare in terracotta, bisacce e anfore per l’olio e il vino, urne e ampolle per unguenti, ceste di paglia per la frutta, tante forme diverse e rudimentali ma efficaci come contenitori del passato. Intorno al 100 a.C. in Cina fu creata la carta e cinquecento anni dopo le pentole cominciarono ad essere realizzate in metallo.
È della metà del 1400 d.C. l’invenzione della stampa a caratteri mobili. E da qui nasce la vera rivoluzione industriale, con la produzione di etichette realizzate in stampa su carta. Bisognerà però attendere l’Ottocento per realizzare un packaging così come lo conosciamo oggi. Viene infatti costruita la prima macchina per la produzione industriale del vetro e si producono il primo materiale plastico artificiale e il primo cartone ondulato.
La meccanizzazione su larga scala, che consente la produzione di quantità sempre più elevate di singoli articoli, presto prende il posto dei lavori manuali. Nel 1869 viene realizzata la cellulosa, l’alluminio nel 1885 e al 1902 si data la prima macchina per la produzione di bottiglie in vetro. Nel 1915 nascono i fogli di alluminio per tubetti e la carta stagnola, tutti materiali che hanno rivoluzionato e segnato il packaging design degli anni successivi fino ai giorni nostri. Da questo momento in poi l’obiettivo non è più solo quello di conservare i prodotti, proteggerli e fare in modo che non si deteriorino in breve tempo, ma soprattutto differenziarli in un mercato in cui vige la competizione, oltre a rispondere alle esigenze di una clientela che ha sempre meno tempo da dedicare alla casa e alla famiglia.
Quanto sopra per spiegare l’evoluzione di un settore che ora più che mai rappresenta un plus obbligatorio per un’impresa piccola, media o grande. Un elemento, quello del packaging, che chi produce deve necessariamente usare nella propria comunicazione per evidenziare i propri prodotti e differenziarsi dagli altri competitor, creando appositamente uno storytelling da riportare sugli imballi che raccontano la storia stessa del prodotto e dell’azienda.
Nel nuovo appuntamento con Olio Officina Festival, in qualità di membri della Giuria del contest “Forme dell’Olio”, abbiamo potuto constatare il cambiamento del ruolo del packaging design anche in questo settore. Nel passato un certo tipo di imballo era dedicato esclusivamente ai beni di lusso e alla loro clientela specifica. Oggi questa esigenza si è allargata anche ai beni di consumo di massa, a cominciare dal vino e dall’acqua fino a estendersi successivamente a tutto il settore agro-alimentare. A tale proposito riteniamo indispensabile che le aziende produttrici diano un’informazione corretta del prodotto, da leggersi sulla “pelle” della merce immessa sul mercato.
Oggi più che mai è necessario mettere in atto una comunicazione semplice, dettagliata, senza rimandi filosofici e/o psicoanalitici, in modo che i consumatori siano sicuri che il packaging design sia uno strumento in più per garantire professionalità e competenza da parte delle aziende produttrici e dei loro prodotti.
In apertura, una creazione in ceramica della designer Giovanna Talocci espiosta alla mostra "Olio & Design: anima mediterranea", a cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti; Olio Officina Festival 2026. Foto di Gianfranco Maggio