Tempo di Olimpiadi, tempo di sport. Ed ecco l’olio ufficiale di Casa Italia, Monini, in evidenza con il GranFruttato e il Classico, le due referenze pronte ad accompagnare la ristorazione, dagli aperitivi ai pranzi alle cene, nelle aree ospitalità delle tre sedi olimpiche di Casa Italia.
Giovedì 12 febbraio in particolare, presso Casa Italia, alla Triennale di Milano, è stata l’occasione per approfondire il tema olio, sport, salute e benessere alla presenza di alcuni autorevoli esperti.
“Crediamo nella necessità di diffondere cultura intorno all’olio extra vergine di oliva raccontando le molte proprietà di questo super alimento della dieta mediterranea”, ha riferito Zefferino Monini. “L’obiettivo – ha detto – è far acquisire ai consumatori piena consapevolezza della sua importanza. Da oltre cento anni la nostra azienda garantisce un prodotto di qualità che crediamo sia importante valorizzare, oggi più che mai, per proteggere una filiera che è un vero e proprio patrimonio del nostro Paese”.
Cosa è stato detto dagli esperti nel corso dell’incontro? Il professor Renato Manno, docente di metodologie di allenamento, ha parlato dell'importanza dei grassi "buoni" dell'extravergine per chi fa attività sportiva per il recupero e in funzione antiinfiammatoria. “L’olio extra vergine di oliva velocizza il recupero in modo equilibrato potenziando la risposta immunitaria, contenendo i dolori muscolari e migliorando il sonno e fa recuperare la forza negli anziani. Può inoltre migliorare l’equilibrio e l’apprendimento per l’effetto positivo sul sistema nervoso”.
La professoressa Chiara Segré, responsabile della supervisione scientifica della Fondazione Veronesi, ha approfondito il tema della prevenzione ripercorrendo le tappe di alcune ricerche sostenute da Monini che si stanno rivelando molto promettenti per gli sviluppi di nuove terapie. “La prevenzione è la prima forma di cura della propria salute: un investimento quotidiano che ciascuno di noi può fare attraverso scelte consapevoli. Oggi sappiamo che un terzo dei tumori e almeno la metà delle malattie cardiovascolari potrebbero essere evitate intervenendo sugli stili di vita. Movimento e alimentazione rappresentano i due pilastri fondamentali della prevenzione. All’interno di un’alimentazione globalmente sana, un ruolo di primo piano spetta all’olio extravergine di oliva, non un mero condimento ma un vero e proprio alimento, ricchi di nutrienti e molecole benefiche, come i polifenoli. Numerose ricerche, sia di laboratorio sia epidemiologiche, dimostrano che un suo consumo quotidiano e regolare contribuisce alla salute cardiovascolare, del sistema nervoso e immunitario, agisce positivamente sul microbiota intestinale e aiuta a ridurre l’infiammazione cronica di basso grado, un fattore di rischio comune a tumori e ad altre malattie croniche”.
Infine, il professor Giorgio Calabrese, docente di dietoterapia umana e volto televisivo noto come ambassador dei corretti stili alimentari per la salute, ha fornito il suo contributo sul valore dell'extra vergine in una dieta equilibrata: “utilizzare l’alimento olio extra vergine di oliva significa non solo immettere nella dieta un giusto grasso, ma dare la possibilità alle nostre membrane cellulari di essere più elastiche. Se si è più elastici si hanno meno problemi cardiovascolari, meno problemi cerebrali e soprattutto i nostri muscoli saranno sempre più forti sia per i bambini per crescere che per gli anziani per vivere meglio e più a lungo”.
L'occasione dell'incontro è stata utile anche per segnalare la ricerca “Consumo di olio di oliva e rischio di tumore al seno”, realizzata da Emilia Ruggiero dell'Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli – finanziata attraverso l’annuale bando pubblico di Fondazione Umberto Veronesi ETS da Monini – che ha aperto le porte a nuove possibilità di comprensione e prevenzione della neoplasia più diffusa in Italia (53 mila nuovi casi ogni anno), prima causa di morte per cancro nelle donne. Abbondare a tavola con l’olio di oliva è associato a un minor rischio di tumore al seno quando le cellule tumorali non presentano recettori per gli estrogeni o per il progesterone, evidenziando un potenziale ruolo protettivo di uno dei pilastri della dieta mediterranea.