“Firenze e Venezia sono state due importanti occasioni per raccontare l’oliva nel Martini e valorizzarne il ruolo”. A sostenerlo è stato Federico Silvio Bellanca, direttore editoriale di Gintastico, il quale precisa che “il dialogo tra cocktail e conserve è molto più ampio: basta un dettaglio per cambiare completamente il risultato, come dimostra il Gibson, che sostituisce l’oliva con una cipollina sott’aceto. Per questa terza edizione del contest Reverso Martini abbiamo voluto ampliare le possibilità creative, dando ai bartender la libertà di lavorare anche con altri prodotti del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, come i Limoni di Riviera, coinvolgendo realtà diverse del territorio toscano, dai grandi hotel cinque stelle ai caffè storici come le Giubbe Rosse, fino a format contemporanei come Elementi Cocktail e Pizza. Un confronto che dimostra quanto questo dialogo sia oggi attuale e ricco di potenziale.”
La competizione ha visto sfidarsi bartender provenienti da alcune delle realtà più dinamiche del panorama toscano, ed esattamente: Carlotta Grassi (Elementi Cocktail e Pizza), Lorenzo Ghironi (Bolgheri Green), Tiziano Zanobini (Funi1898), Michele Ramaci (Castello di Casole, A Belmond Hotel), Claudio Stagi (Monastero di Cortona Hotel & Spa), Tiziano Frontini (Castelfalfi), Raffaele Morrone (Giubbe Rosse) e Diego Nencini (Torre a Cona).
“Questa terza edizione del contest Reverso Martini - ha commentato Serena Mela, direttrice marketing e commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia - conferma quanto la mixology sia sempre più pronta a valorizzare prodotti identitari come l’oliva Taggiasca e l’olio extra vergine di oliva ligure. Il livello dei bartender è stato molto alto e abbiamo apprezzato la capacità di lavorare i nostri prodotti con tecnica e rispetto. Continuiamo a lavorare per ampliare le occasioni di consumo delle nostre specialità – ha affermato Serena Mela – portando questi ingredienti anche nel mondo della miscelazione. Per questa edizione abbiamo dato spazio non solo all’oliva Taggiasca, ma anche ad altri prodotti da aperitivo come le acciughe del Cantabrico e le cipolline borettane: un segnale concreto di evoluzione e dialogo tra mondi diversi.”
La finale del contest si è svolta presso Sina Villa Medici, dove i partecipanti sono stati appunto chiamati a reinterpretare il Martini in chiave contemporanea, sviluppando un twist originale capace di valorizzare l’equilibrio del cocktail e l’utilizzo creativo dei prodotti del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stata Carlotta Grassi con il Riviera Dirty, cocktail apprezzato dalla giuria per coerenza, struttura ed equilibrio gustativo, oltre che per l’interpretazione contemporanea del Dirty Martini.
“Questo contest - ha dichiarato la vincitrice, bartender di Elementi Cocktail e Pizza - ha rappresentato per me un’opportunità concreta per lavorare su un grande classico della miscelazione internazionale attraverso una lente contemporanea e territoriale. Il cocktail presentato nasce da uno studio sull’equilibrio sensoriale del Dirty Martini, con l’obiettivo di replicarne la struttura — salinità, acidità e profondità aromatica — utilizzando ingredienti alternativi ma coerenti, capaci di raccontare un’identità precisa. Abbiamo sviluppato un lemon brine a partire dallo sciroppo dei Limoni di Riviera del frantoio, reinterpretando tecnicamente la funzione della salamoia delle olive. Il risultato è un twist che mantiene il DNA di un grande classico, ma lo trasporta in una dimensione mediterranea e distintiva".
La valutazione è stata affidata a una giuria composta da Serena Mela (direttrice marketing e commerciale del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia), Elisa Favaron (bar manager e co-owner di Cucù Bassano e vincitrice della seconda edizione del contest), Alessandro Rossi (executive chef del Ristorante Barbagianni) e Carlo Carnevale (giornalista e coordinatore editoriale di The Garnish). I criteri di valutazione hanno incluso bilanciamento, tecnica, creatività e presentazione.
Il contest si conferma così come una piattaforma capace di mettere in relazione prodotto e creatività, stimolando nuove prospettive nella miscelazione contemporanea e rafforzando il legame tra territorio, cultura gastronomica e ricerca. Una menzione speciale anche per “Un Martini in Frantoio” di Lorenzo Ghironi, bartender di Bolgheri Green, per la valorizzazione armonica e completa di una più ampia selezione di prodotti dell’azienda ligure all’interno del bicchiere.
Si ringrazia Giovanna Bellantonio per le foto e la notizia. In apertura, il Riviera Dirty di Carlotta Grassi, foto di MikeTamasco per Florence Cocktail Week