Nella galassia del Prosecco convivono tipologie molto differenti, che spaziano dalle produzioni di pianura, soprattutto tra il Veneto orientale e il basso Friuli, a quelle provenienti dai ripidi versanti collinari delle Docg di Asolo e di Conegliano-Valdobbiadene.
In queste zone le uve Glera sono utilizzate prevalentemente per la spumantizzazione in autoclave, secondo il Metodo Martinotti, una produzione talmente diffusa da generare talvolta l’errata convinzione che il termine Prosecco sia sinonimo di spumante. Il successo commerciale della tipologia sta purtroppo mettendo in ombra alcune interpretazioni tradizionali, opportunamente tutelate dalla Docg Colli di Conegliano, riconosciuta nel 2011 e riservata solo ai vini fermi, bianchi e rossi.
Per il bianco si utilizzano soprattutto Manzoni Bianco, Pinot Bianco e Chardonnay, con eventuali aggiunte in minima parte di Sauvignon e Riesling, mentre il rosso deriva da Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Marzemino e Merlot, con piccoli saldi facoltativi di Incrocio Manzoni 2.15 e Refosco dal Peduncolo Rosso.
La zona di produzione comprende una ventina di comuni dell’area collinare della cosiddetta Alta Marca, in provincia di Treviso. Qui le montagne creano una protezione naturale alle correnti d’aria fredda che spirano da nord, mentre la vicinanza del mare mitiga le rigidità climatiche. Inoltre, la blanda azione del vento contribuisce ad asciugare le viti dall’umidità. All’interno della Denominazione, gli areali di Fregona e Refrontolo sono conosciuti da sempre come luoghi ideali per la concentrazione naturale delle uve. Per questo motivo il disciplinare regolamenta anche due piccole perle enologiche ottenute da uve appassite: il Torchiato di Fregona e il Refrontolo Passito.
Il primo è un vino bianco che prevede obbligatoriamente l’utilizzo congiunto di Glera, Verdiso e Boschera, provenienti esclusivamente dai comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore; per il Refrontolo Passito si utilizza invece per almeno il 95% il Marzemino, la cui zona di produzione è circoscritta ai comuni di Refrontolo, Pieve di Soligo e San Pietro di Feletto.
Siamo al di fuori del comprensorio di maggior diffusione del Marzemino, profondamente radicato nella cultura viticola del Trentino, in particolare in Vallagarina, dove è documentato già in epoca rinascimentale. Citato anche nel Don Giovanni di Mozart, il vitigno è rinomato da secoli per la sua eleganza aromatica e per il carattere aggraziato che dona al vino. La sua presenza nel Trevigiano è dovuta probabilmente alla diffusione lungo le vie commerciali che un tempo collegavano il Tirolo a Venezia.
Colvendrà è una delle poche aziende a tenere ancora in vita il Refrontolo Passito. Situata nel comune omonimo, la sua storia risale al 1924, quando Leonardo Della Colletta giunse qui dalla vicina Vittorio Veneto per mettere in pratica la sua abilità nell’effettuare incroci e realizzare barbatelle. La cantina passò in seguito al figlio Narciso, per arrivare oggi a Giuseppe, che guida l’azienda insieme alla famiglia. Attualmente copre una superficie vitata di circa 15 ettari, da cui si ricavano mediamente 150mila bottiglie, suddivise in una ventina di referenze. Sono gli spumanti a fare a parte del leone, con cinque declinazioni di Conegliano-Valdobbiadene Docg, altrettante di Prosecco Doc e alcune interpretazioni di singole varietà tradizionali, come Verdiso e Manzoni Bianco. L’assortimento dei vini bianchi è ben rappresentato da Glera, Traminer, Sauvignon, Manzoni Bianco e Verdiso, tutti vinificati in purezza. La proposta si completa con tre vini rossi e due passiti.

Sotto la lente mettiamo il Refrontolo Passito, una tipologia su cui Colvendrà punta molto, malgrado una tiratura di poche migliaia di bottiglie da 0,500 realizzate solo nelle migliori annate.
Le viti di Marzemino sono allevate a spalliera su terreni a substrato argilloso a circa 200 metri di altezza. La vendemmia è condotta intorno alla metà di settembre con una rigorosa selezione dei grappoli migliori; si passa poi all’appassimento su graticci e cassettine di legno per circa quattro mesi in ambienti arieggiati naturalmente. A gennaio si procede con la pressatura, seguita da una lenta fermentazione (a causa del rigido clima invernale) in acciaio e da una maturazione in barrique per almeno 36 mesi. Quindi un lunghissimo affinamento in bottiglia precede la commercializzazione.
Carminio intenso e concentrato, appena granato nel bordo, con lacrime che scendono lente per via della ricca consistenza. Al naso si coglie la maturità dei profumi: confettura di amarena, prugne secche, violetta appassita, gherigli di noce, caffè tostato, fava di cacao e cannella tratteggiano il ricco ventaglio olfattivo, che termina su una soffusa nota balsamica. Al palato esibisce una dolcezza calibrata, in perfetta sintonia con un tannino ancora baldanzoso, regalando una lunghissima e appagante traccia sapida nel finale.
Servito intorno ai 14 °C, si può gustare con i formaggi erborinati o molto stagionati, oppure con la pasticceria a base di frutta secca o cioccolato. Un abbinamento vincente: la Sachertorte.
Colli di Conegliano Refrontolo Passito Docg 2011 - Colvendrà Marzemino 100% - 14% vol.
In apertura, foto di Ilaria Santomanco