All’ingresso della Valle d’Aosta, incastonato tra le montagne e attraversato dalla Dora Baltea, il piccolo borgo di Donnas rappresenta una delle prime testimonianze della ricchezza storica e culturale dell’intera regione.

Il segno più evidente del suo passato è la via delle Gallie, fatta costruire dall’imperatore Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia transalpina. Questa antica strada consolare, ancora oggi perfettamente conservata, attesta l’importanza strategica del territorio già in epoca romana.

Rispetto agli areali dell’Alta Valle, dalle condizioni climatiche e altimetriche più ardite, Donnas gode di una situazione ambientale molto più favorevole, che permette la coltivazione di piante tipicamente mediterranee, quali mandorli, limoni e olivi, oltre a una nutrita presenza di vigneti.

I primi documenti riguardanti la viticoltura nel comprensorio risalgono al Duecento, pertanto non è casuale che quella di Donnas sia stata, già nel 1971, la prima Doc della Valle d’Aosta, seguita l’anno successivo dall’Enfer d’Arvier. Le due Denominazioni hanno convissuto in solitario fino al 1985, anno in cui fu istituita, per la prima volta in Italia, una Doc a estensione regionale, chiamata nello specifico Valle d’Aosta o Vallée d’Aoste, in ossequio al bilinguismo riconosciuto fin dal 1948. Con l’approvazione del nuovo disciplinare, le due Doc preesistenti sono state trasformate in sottozone, insieme ad altre cinque di nuova menzione: Arnad-Montjovet, Chambave, Nus, Torrette, Blanc de Morgex et de La Salle.

La zona di produzione del Donnas comprende i comuni limitrofi di Pont-Saint-Martin, Perloz e Bard, in uno scenario di terrazzamenti che sfidano la pendenza del territorio, spesso addirittura del 100 per cento. I vigneti sono punteggiati dai barmet, piccoli ricoveri agricoli ricavati negli anfratti naturali presenti tra le rocce, e sono tuttora allevati a pergola valdostana alta, con travi di legno sostenute dai tradizionali pilun in pietra.

Il vitigno di riferimento è il Picotendro, un biotipo di Nebbiolo chiamato localmente Picoutener, con un evidente riferimento all’acino “piccolo e tenero”, citato per la prima volta in un documento del 1587.

Il tessuto agricolo dell’areale è costituito da un numero esiguo di aziende indipendenti e da un nutrito gruppo di piccoli vignaioli (una cinquantina circa), che conferiscono il frutto delle proprie vigne alle Caves Cooperatives de Donnas, la cantina sociale fondata nello stesso anno del riconoscimento della Doc, con l’obiettivo di tutelare la qualità e garantire la continuità produttiva. Attualmente la superficie vitata disponibile arriva quasi a venti ettari, con una produzione media di circa 80mila bottiglie, suddivisa in una decina di referenze, e il Picotendro rappresenta la parte preponderante.

Sotto la lente mettiamo il Donnas Supérieur Vieilles Vignes, fiore all’occhiello della cantina, prodotto mediamente in poco più di 3000 bottiglie.

Le uve provengono dai vigneti allevati a pergola valdostana alta, adagiati sui versanti terrazzati sostenuti da muri a secco, lungo la costa rocciosa dei Ronc, nel comune di Donnas.

La vendemmia è condotta rigorosamente a mano nella prima metà di novembre, quando i grappoli sottoposti a un leggero appassimento in pianta sono pronti per la raccolta. Si utilizzano piccole cassette da 18 chilogrammi, trasportate a valle con l’ausilio di una monorotaia, oppure a spalla nelle vigne in cui non arriva il mezzo meccanico. In cantina si esegue una vinificazione tradizionale in rosso delle uve diraspate, in recipienti d’acciaio, cui segue una lunga maturazione del vino in botti di rovere da 25 ettolitri per circa 20 mesi e un affinamento altrettanto prolungato. 

Granato classico di vivida trasparenza. Il variegato bouquet spazia dai frutti di bosco (mirtillo, ribes nero e mora di rovo su tutti) ai cenni floreali di rosa canina e violetta essiccate, fino a elargire sentori di eucalipto, anice stellato, polvere di caffè e liquirizia. La beva è robusta e austera, con l’impronta calorica mitigata alla perfezione da tannini setosi, che contendono la scena a una sapidità protesa verso un lungo finale.

Servito alla temperatura di 18 °C, si abbina con carni rosse alla brace, selvaggina in umido e fontina stagionata, oppure con la carbonade, un ricco stufato di carne di manzo cotto lentamente nel vino e accompagnato da una morbida polenta.

 

Vallée d’Aoste Doc Donnas Supérieur Vieilles Vignes 2020 - Caves Cooperatives de Donnas

Picotendro 100% - 14% vol.

In apertura, foto di Ilaria Santomanco