L’entroterra marchigiano della provincia di Macerata è mosso da un serie di rilievi che segnano il passaggio tra l’Appennino e la fascia collinare digradante verso l’Adriatico. A circa 500 metri di altezza si trova Serrapetrona, borgo di origini medievali dalla struttura urbanistica compatta, tipica dei luoghi adibiti a presidi difensivi, con edifici in pietra, vicoli stretti e una poderosa cinta muraria. La sua storia è legata alle dinamiche tra dominazioni locali e influenze dello Stato Pontificio, che qui conserva la sovranità fino all’Unità d’Italia nel 1861.

Nei pressi è ubicato il lago di Caccamo, un bacino artificiale realizzato con le acque del fiume Chienti, inserito in un contesto ambientale di grande pregio, meta per attività all’aria aperta, come escursioni, pesca e turismo naturalistico.

La cittadina è nota soprattutto per la produzione della Vernaccia di Serrapetrona, uno spumante rosso dalla tradizione secolare, dotato di caratteristiche pressoché uniche nel panorama enologico italiano. La consacrazione ufficiale arriva nel 1971 con l’attribuzione della Doc, seguita dal riconoscimento della Docg nel 2004. L’estensione complessiva dei vigneti certificati per rivendicare la Denominazione è molto piccola, intorno ai 60 ettari, condivisi in parte con i comuni confinanti di San Severino Marche e Belforte del Chienti. 

Protagonista è la Vernaccia Nera, vitigno autoctono – in passato spesso confuso con il Grenache – coltivato esclusivamente nelle Marche e per una piccola parte in Umbria, a un’altitudine che può superare i 600 metri. Predilige il clima continentale, con forti escursioni termiche, e i suoli prevalentemente argillosi, che contribuiscono a definire il particolare profilo aromatico. Già il nome tradisce la sua origine: l’aggettivo latino vernaculus, infatti, era utilizzato per designare la provenienza da un luogo specifico, come è accaduto per la Vernaccia di San Gimignano o per quella di Oristano.

È l’originale processo produttivo a rendere la Vernaccia di Serrapetrona un vino particolarmente affascinante, grazie alle tre differenti fermentazioni a cui viene sottoposta. Una parte del raccolto viene fatta appassire naturalmente per diverse settimane, mentre il resto delle uve fresche subisce una prima vinificazione. Le uve appassite sono poi aggiunte al vino base, innescando una seconda fermentazione, che arricchisce la struttura e la concentrazione zuccherina. Infine, la presa di spuma avviene con una terza fermentazione in autoclave, secondo il metodo Martinotti, per conferire al vino la sua caratteristica effervescenza. 

A tenere alto il vessillo produttivo restano purtroppo solo una mezza dozzina di aziende agricole, tra cui quella fondata nel 1958 da Alberto Quacquarini e dalla moglie Francesca, condotta oggi dai figli Monica, Luca e Mauro. Con circa 35 ettari vitati, sono i maggiori produttori di Vernaccia di Serrapetrona, e dal 1989 hanno affiancato alla già rinomata realtà vitivinicola una altrettanto prestigiosa attività collaterale nel settore dolciario.

Dalla loro cantina escono mediamente 150mila bottiglie all’anno, incentrate su otto referenze: in testa la Vernaccia di Serrapetrona, realizzata nelle due tipologie secco e dolce (rispettivamente 40mila e 80mila bottiglie). La gamma si completa con tre vini rossi fermi, due vini bianchi da Passerina e Verdicchio, e uno spumante da vitigni bianchi autoctoni marchigiani, dedicato al fondatore Alberto Quacquarini.

Sotto la lente mettiamo la Vernaccia di Serrapetrona nella tipologia secco, uno spumante dalla spiccata versatilità in sede di abbinamento.

Le uve provengono da vigne allevate a guyot, gestite in regime biologico, vendemmiate tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Una parte del raccolto, intorno al 40 per cento, viene subito vinificata in rosso in recipienti d’acciaio, mentre il resto è posto ad appassire, appeso sui fili, in appositi locali a ventilazione naturale. Dopo circa tre mesi, il mosto ricavato dall’uva appassita viene aggiunto al primo vino, innescando una seconda fermentazione. Il processo si conclude con la spumantizzazione in autoclave, dove, in base al residuo zuccherino, si differenziano le due tipologie, secco o dolce. Lo spumante è commercializzato non prima di 15 mesi dalla vendemmia.

Mette in evidenza un manto rubino, solcato da riflessi granato, ravvivato da una spuma briosa e persistente. Al naso dispensa sentori di rosa e viola lievemente appassite, integrati da note di ciliegia, lampone e ribes rosso, che danno forma alla sua anima fruttata, per chiudere su cenni di tè verde e rabarbaro. Le bollicine cremose che punzecchiano il palato rendono il sorso dinamico, in una progressione asciutta e ben bilanciata tra una vibrante sapidità e un tannino garbato.

Servito alla temperatura di 8 °C, si abbina felicemente ai primi piatti di pasta fresca, anche ripiena, accompagnati da condimenti saporiti, oppure a formaggi di media stagionatura. È insuperabile con il ciauscolo, il tradizionale insaccato marchigiano, da spalmare su fette di pane casereccio.

Vernaccia di Serrapetrona Docg Secco - Alberto Quacquarini

Vernaccia Nera 100% - 12,5% vol.

In apertura, foto di Ilaria Santomanco