Considerata tra i borghi più affascinanti della Toscana, Cortona è situata nell’estremo lembo orientale della provincia di Arezzo, in prossimità del confine umbro. Fu un importante centro etrusco prima di diventare città romana, e ancor oggi conserva tracce evidenti di questo passato, come l’imponente cinta muraria e un numero altissimo di resti archeologici. Arroccata su una collina a circa 500 metri di altezza, offre panorami ampi e suggestivi che spaziano dalla Val di Chiana fino al lago Trasimeno.

L’areale è noto anche per aver dato il nome a una delle razze bovine più antiche e prestigiose al mondo, la Chianina, le cui origini risalgono ai periodi etrusco e romano, quando questi animali erano impiegati sia nel lavoro nei campi, data l’imponenza fisica, sia nei sacrifici rituali, per il caratteristico mantello color bianco porcellana.

Allo scopo di mantenere viva la storicità del “gigante bianco”, come viene definito questo simbolo della zootecnia locale, a Cortona si tiene regolarmente la Mostra dei bovini di razza Chianina, giunta quest’anno alla 71ª edizione. Sono nove, invece, le edizioni del festival Chianina & Syrah svolte finora nella cittadina, più che sufficienti per avviare il percorso di valorizzazione delle due prelibatezze enogastronomiche.

L’introduzione della Syrah – rigorosamente declinata al femminile – nel territorio cortonese risale agli anni Settanta, quando alcuni produttori lungimiranti individuarono nella combinazione tra suoli, clima e altitudine un potenziale idoneo per la varietà. I vigneti si sviluppano su colline tra i 250 e i 600 metri di altitudine, dai suoli argillosi e sabbiosi con presenza di sedimenti alluvionali. Il clima, con estati calde ma ventilate e significative escursioni termiche, favorisce una maturazione ottimale delle uve, preservando aromi e acidità. Questo equilibrio consente poi al vino di esprimere una notevole complessità aromatica senza perdere in freschezza.

La consacrazione ufficiale, anche dal punto di vista legislativo, arriva nel 1999 con il riconoscimento della Doc Cortona, in cui il vitigno rappresenta oggi l’80% della produzione. 

La paternità di questo vitigno è contesa tra diversi Paesi: alcune teorie collocavano erroneamente le origini a Shiraz, nell’antica Persia, altre a Siracusa, in Sicilia. Alla fine degli anni Novanta le ricerche sul Dna hanno chiarito molti dubbi: deriverebbe dall’incrocio, in un’epoca non identificata, tra i vitigni francesi Mondeuse Blanche e Dureza, un tempo diffusi nella parte settentrionale della Valle del Rodano, da dove la cultivar è stata poi esportata in tutto il mondo, Australia in primis, ma anche Sud Africa, America del Sud e Stati Uniti. In Italia ha trovato un’accoglienza adeguata, soprattutto in Sicilia, dove con oltre 5mila ettari vitati è attualmente la seconda varietà a bacca nera più coltivata, dopo il Nero d’Avola. In Toscana, seconda regione in termini di diffusione, occupa circa 1500 ettari.

Tra le aziende che valorizzano la Syrah a Cortona, quella di Stefano Amerighi, attiva dal 2002 nella frazione Poggiobello di Farneta, è una delle più recenti. Può contare su una superficie vitata di circa 11 ettari, adagiati su due rilievi collinari esposti entrambi a sud-sud-ovest e condotti in regime biologico certificato e biodinamico. La produzione media si assesta intorno alle 40mila bottiglie, suddivise in quattro referenze di Syrah in purezza: un rosato e tre rossi, i cui vertici si esprimono nelle minuscole selezioni denominate Apice e Serine.

 

Sotto la lente mettiamo Syrah Apice, da uve provenienti dalla parte più alta (ossia l’apice) del vigneto de’ Canonici, in cui è maggiore la presenza di calcare e l’altimetria assicura un clima ancora più fresco. L’impiego di grappoli perfettamente sani e raccolti in piena fase di maturazione consente di procedere con una vinificazione in totale assenza di correttivi e prodotti chimici, utilizzando prevalentemente il grappolo intero, con una piccola parte pigiata leggermente con i piedi. La fermentazione si avvia in maniera spontanea in piccoli tini di cemento, senza lieviti selezionati, né solforosa o controllo della temperatura. La maturazione prosegue in cemento per 18 mesi, dopodiché il vino affina per almeno due anni in bottiglia senza filtrazione o stabilizzazione. Se ne producono poco più di 2mila bottiglie.

Mette in evidenza un manto carminio scuro e impenetrabile, dotato di una spiccata luminosità. Il bouquet è modulato su sentori di arancia sanguinella, succo di amarena, pepe nero, liquirizia e mora di gelso, con accenni di eucalipto in chiusura. L’assaggio rivela un’equilibrata dotazione calorica, intarsiata da tannini setosi, con una vibrante matrice sapida che si dipana in un finale di lunga progressione. 

Servito alla temperatura di 16 °C trova il suo abbinamento ideale con una succulenta bistecca alla fiorentina, naturalmente di razza Chianina.

Cortona Syrah Doc Apice 2022 - Stefano Amerighi

Syrah 100% - 13,5% vol.

In apertura, foto di Ilaria Santomanco