Il Moscato bianco, uno dei vitigni aromatici più antichi e accreditati del panorama ampelografico italiano, è diffuso soprattutto in Piemonte, dove rappresenta la prima varietà coltivata tra quelle a bacca bianca. Il suo areale d’elezione coincide con la zona di produzione dell’Asti Docg, estesa su 51 comuni fra le province di Asti, Cuneo e Alessandria.
Fin dall’esordio della Doc nel 1967, divenuta Docg nel 1993, il disciplinare ha previsto al suo interno anche la tipologia Moscato d’Asti. Non si tratta di una semplice finezza linguistica, ma di uno stile produttivo che si differenzia dall’Asti Spumante per l’arresto della fermentazione al raggiungimento di una gradazione alcolica intorno al 5% in volume e una presenza di anidride carbonica più contenuta.
Storicamente il mercato dell’Asti è sempre stato dominato dalle grandi case spumantistiche, necessitando di attrezzature più complesse e costose, ma tra la fine dagli anni Settanta e i primi anni Ottanta una nutrita compagine di piccole realtà ha intrapreso una significativa produzione di Moscato d’Asti di altissimo livello. Ad esempio, La Spinetta, azienda agricola avviata negli anni Sessanta a Castagnole delle Lanze da Giuseppe Rivetti, soprannominato Pin, e dalla moglie Lidia. I figli Carlo, Bruno, Giorgio e Giovanna nel 1977 hanno dato vita a Bricco Quaglia e Biancospino, i primi esempi della tipologia prodotti da un singolo vigneto.
Dalla necessità di cimentarsi con l’altra varietà tradizionale del territorio nasce nel 1982 la Barbera Cà di Pian, seguita nel 1989 dal Pin, dedicato al papà, dove la Barbera incontra il Nebbiolo.
Dopo una serie di acquisizioni nel confinante areale del Barbaresco, escono in rapida successione le tre grandi interpretazioni aziendali: il vigneto Gallina (1995), Starderi (1996) e Valeirano (1997).
Il 1998 è l’anno della Barbera d’Asti Superiore Bionzo, vino di spiccata longevità, da viti quasi secolari. Poi, per sperimentare a tutto tondo il Nebbiolo, vengono acquisiti alcuni ettari a Grinzane Cavour, dove si produce il Barolo Campé.
La crescita aziendale non si ferma ai confini regionali, perché i fratelli Rivetti nel 2001 allargano il progetto alla Toscana, nella zona di Terricciola, dove si originano vini di grande struttura e personalità, mantenendo lo stesso approccio rigoroso adottato in Piemonte.
Nel 2011 si rileva la cantina Contratto di Canelli, storicamente dedita al Metodo Classico, che in breve tempo diventa un punto di riferimento tra i produttori di Alta Langa. E nel 2018 si concretizza, infine, il progetto sui Colli Tortonesi, incentrato sul Timorasso.
Questa espansione ha rafforzato il profilo internazionale dell’azienda, oggi presente nei principali mercati esteri e citata spesso dalle più autorevoli guide e riviste di settore.

Sotto la lente mettiamo il Moscato d’Asti Bricco Quaglia, ottenuto da vigneti posti a circa 300 metri di altezza su suoli di natura marnoso-calcarea tendente al sabbioso. Il protocollo di vinificazione segue regole rigorose, con la fermentazione in autoclave a temperatura controllata per circa tre mesi, interrotta precocemente per preservare gli zuccheri naturali dell’uva e gli aromi varietali, senza ricorrere a zuccheri aggiunti. Azzeccata la scelta del tappo a vite per sigillarne la fragranza.
Un luminosissimo color paglierino, con riflessi verdi, è impreziosito da una corona di finissima spuma. Il profilo olfattivo, di affascinante aromaticità, è declinato su sentori di pesca nettarina, fiori d’arancio e salvia, con suggestioni balsamiche di menta alpina. La bocca è ricca di gusto, avvolgente e di notevole persistenza, senza stancare mai, grazie a una fine dolcezza bilanciata da un’irresistibile freschezza.
Tradizionalmente associato ai dolci lievitati del periodo natalizio, panettone e pandoro in primis, non disdegna abbinamenti insoliti con formaggi erborinati o piatti speziati della cucina orientale, grazie alla sua capacità di assecondare i sapori intensi. Se vogliamo essere ancora più audaci, i tagliolini al burro e acciughe rappresentano una bella sfida.
Si serve intorno ai 6 °C nella classica coppa.
Moscato d’Asti Docg Bricco Quaglia 2025 - La Spinetta
Moscato bianco 100% - 5,5% vol.
In apertura, foto di Ilaria Santomanco