"Per raccontare lo spirito della manifestazione - sostengo i Turri, titolari del frantoio omonimo a Cavaion Veronese - abbiamo scelto una bicicletta speciale: quella appartenuta a Giancarlo Turri, nostro padre, il fondatore nel 1951 dell'azienda".
"È un mezzo unico ed elegante, caratterizzato dal famigerato cambio Campagnolo a due stecche, prodotto tra il 1935 e il 1949 e conosciuto dagli appassionati come cambio suicida: un meccanismo affascinante che richiede tecnica, sensibilità e precisione nella guida", affermano i Turri.
"Il telaio in acciaio, i cerchi Anisi in alluminio e la pipa Ambrosio del 1949 ci riportano a un’epoca in cui ogni bicicletta nasceva per durare e si costruiva con l’attenzione ai dettagli tipica dell’artigianalità".
Più di una bici", sostengono Laura, Luisa e Gianni Turri: "è un modo di interpretare la vita che rappresenta ancora oggi il nostro frantoio".