Gli appassionati di olio conoscono bene la famiglia Mela e il loro impegno a creare un linguaggio e uno stile nuovi. L’olio non è soltanto quel liquido grasso utilizzato in cucina per creare meraviglie gustative, è qualcosa di più: è arte. E il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia non poteva non testimoniare questo suo modo di entrare in scena con un approccio inusuale partecipando agli eventi della Milano Design Week 2026 presentando la rinnovata bottiglia del loro iconico “Cru Musicale” appositamente disegnata dall’artista Gianluca Biscalchin. E così abbiamo avuto il piacere di percorrere le decoratissime sale di Palazzo Amman a Milano e assistere alla presentazione del progetto “Cru Musicale” con cui i Mela intendono unire - come loro stessi affermano – “arte, gusto e forte identità di territorio”. Con il 2026 entra dunque in scena la prima bottiglia d’autore che a sua volta lascerà spazio, ogni anno, a nuove formulazioni. Un olio “cru” all’insegna dell’arte, con la musica che fa da colonna sonora. Ed effettivamente, nelle ore di presenza dell’evento dello scorso 23 aprile, dal mattino a sera, si è vissuta una intensa esperienza collettiva di immersione musicale felicemente accompagnata dall’olio in abbinamento a prelibati cibi.
Soffermiamoci subito sull’olio. Il “Cru Musicale” viene prodotto a partire dalla spremitura delle olive Taggiasca e Frantoio, coltivate sulle colline dell’entroterra imperiese. Una combinazione vincente che unisce la delicata dolcezza e finezza dell’olio taggiasco con il brio e la possente forza espressiva scaturita dall’olio ricavato dall’olivigno Frantoio. Un dialogo, questo, ben riuscito, tra due distinte identità sensoriali.

Il concetto di olio Musicale nasce proprio dalla dichiarata volontà, da parte della famiglia Mela, di esprimere attraverso l’olio un concetto di armonia sensoriale: “Un equilibrio di profumi e sapori dalle note fruttate dolci che si congiungono con le note amare e piccanti, richiamando in tal modo, per analogia, la struttura di una composizione musicale.
Senza dubbio un bel progetto, ma, per chi è già a conoscenza, in casa della famiglia Mela la musica non a caso è una costante, un imprinting che vede in Matteo Mela uno tra i chitarristi italiani classici più autorevoli e noti nel panorama internazionale.
Il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia ha presentato il suo cru più identitario, il Musicale, cambiandone la veste, con la felice intuizione creativo dell’illustratore Gianluca Biscalchin. Osservando la bottiglia - tra l’altro premiata al contest di design Forme dell’Olio 2026 - si notano alcuni musicisti metafisici dalla sembianza di olivo.
Chiarisce infatti Biscalchin di aver immaginato gli ulivi “pensando a una piccola orchestra dove ogni musicista sfila ciascuno con un proprio carattere, una postura e una voce diversa. I tronchi, segnati dal tempo, suggeriscono forme quasi umane che si prestano a diventare musicisti, direttori, interpreti. Ho voluto costruire - aggiunge - un’immagine corale, dinamica, dove ogni elemento contribuisce alla creazione di una composizione visiva leggera e nel contempo ben riconoscibile. Ho tradotto in segno grafico - sostiene Biscalchin – la complessa armonia che si percepisce osservando il paesaggio ligure, che è poi, oltretutto, la medesima armonia che si riscontra nel profilo sensoriale, olfattivo, gustativo e tattile dell’olio al momento dell’assaggio”.
Quella che potete osservare anche voi attraverso la visione della elegante bottiglia è una armonia che passa attraverso il colore rosa pastello, popolata da una serie di personaggi in black tie, uomini e donne dalle chiome d’ulivo, impegnati a suonare strumenti musicali in piena sintonia con la natura perché sono essi stessi natura, così come è natura viva l’olio contenuto all’interno della bottiglia.
“Attraverso il Cru Musicale - riferisce Serena Mela, direttrice marketing e commerciale del Frantoio di Sant’Agata di Oneglia - abbiamo voluto raccontare la parte più emozionale del nostro lavoro. L’olio non è solo un prodotto, ma un linguaggio sensoriale fatto di equilibrio e sfumature. Ogni bottiglia d’autore ci permette di far vivere l’armonia che ciascuno di noi va cercando nella propria vita in un modo nuovo e creativo, pieno di colore. Questo progetto, che vedrà ogni anno il coinvolgimento di un artista diverso, si inserisce in un percorso di evoluzione dell’identità del Frantoio più ampio, comprendendo anche la modernizzazione grafica dei nostri prodotti e del logo storico dell’azienda. Ogni bottiglia d’autore diventa di conseguenza un modo nuovo e inedito per esprimere questa armonia che sempre andiamo cercando in chiave interpretativa affine ai gusti contemporanei”.
Il risultato - sostengono dall’azienda - è una bottiglia pensata non solo come contenitore ma come oggetto espressivo, capace di dialogare con un pubblico attento alla qualità del prodotto quanto pure alla sua dimensione estetica.
La nuova bottiglia ha avuto uno spazio di primo piano in occasione della Milano Design Week, presentata lo scorso 23 aprile nel nuovo atelier dell’event designer Enzo Miccio, ed è stata l’occasione, per il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia, di rafforzare ancora una volta il proprio posizionamento in un segmento in cui l’eccellenza delle produzioni liguri, la cultura del territorio e la ricerca artistica si sono incontrate esprimendo armonia, benessere e una visione alternativa ed evoluta dell’olio extra vergine di oliva.
A dare un senso profondo e suggestivo al messaggio trasmesso ai visitatori dello spazio dove si è esibito il “Cru Musicale” dei Mela, è stata l’esecuzione dei chitarristi Mario Strinati e Pietro Agosti, di Striago Duo.

Il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, artefice di questa godibilissima iniziativa nel cuore di una Milano alle prese don il Design e il Salone del Mobile, non è solo un portatore di novità, ma contiene in sé, nel proprio marchio, un dettaglio che non è affatto da trascurare, visto che la sua fondazione è da ricondurre al 1827, quando appunto la famiglia Mela iniziò a produrre olio dalle olive taggiasche, all’interno del proprio frantoio, dove tuttora continua a operare, sempre con lo sguardo aperto al futuro e una splendida vista, dall’alto delle colline imperiesi, dove è possibile mirare un panorama che per molti versi esprime anch’esso un’atmosfera che possiamo definire a suo modo musicale, al suono della natura tra gli olivi.
In apertura e all'interno foto di Savoirfaire