Succede questo. Come chiarisce Francesco Lollobrigida, "attraverso la digitalizzazione dei controlli e la piena tracciabilità nel Sian, difendiamo l'origine del prodotto, combattiamo la contraffazione e garantiamo massima trasparenza a chi acquista".

Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha eseguito gli ordini imposti da chi da decenni gestisce l'agricoltura in Italia al posto delle Istituzioni, e così si è dato il via libera a una ulteriore burocratizzazione del sistema olivicolo e oleario italiano. Non si discute sullo strumento, per carità, ma si deduce che di fatto il carico burocratico lo si fa pesare sulle imprese italiane.

Nella nota stampa diffusa dal Masaf si legge che "il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (Dao) è un nuovo strumento che digitalizza la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio, rafforzando i controlli e il contrasto alle frodi". E così, "con l'emanazione del decreto, il sistema nazionale compie un passo avanti grazie all'integrazione con il Sistema Informativo Agricolo Nazionale (Sian) e con il Registro Telematico dell'Olio (Rto), per garantire maggiore trasparenza e tutelare le produzioni italiane di qualità.  

"Grazie al Dao - chiariscono dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste - tutte le principali movimentazioni di olive, olio sfuso e olio confezionato saranno registrate in modo più rapido ed efficace, mettendo a disposizione dati utili sia agli operatori sia alle autorità di controllo. Il settore olivicolo si dota così di uno strumento innovativo per valorizzare il lavoro delle aziende oneste".

Come si potrà notare, nel linguaggio d'ordinanza di chi ha concepito lo strumento (non di chi lo ha emanato) c'è sempre la contrapposizione tra aziende oneste e disoneste. Precisazione plausibile, indubbiamente, visto che il mondo si divide da sempre tra chi pratica il bene e chi il male, ma l'obiezione che sorge spontanea è molto elementare: quali sono le aziende oneste e quali quelle disoneste. Può sembrare una questione retorica, ma non lo è. Nel rango delle aziende disoneste appartengono gli operatori che appartengono alla sfera della criminalità organizzata o sono invece imprese legalmente riconosciute ma che non risultano iscritte a specifiche organizzazioni di categoria? È giusto intendersi su chi sia il nemico che si vuol sconfiggere.

In ogni caso, tra le principali novità introdotte dal decreto, Lollobrigida le annuncia articolandole in cinque punti:

- l'istituzione del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (Dao);

- l'integrazione tra fascicolo aziendale, Sian e Registro Telematico dell'Olio;

- la riduzione da sei a tre giorni dei termini di registrazione delle operazioni;

- il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel sistema digitale di tracciabilità;

- una più efficace disponibilità dei dati per l'analisi del rischio e la programmazione dei controlli.

"Il nuovo sistema - si legge ancora nella nota stampa diffusa dal Masaf - nasce come evoluzione del Registro Telematico dell'Olio, già operativo, valorizzando infrastrutture esistenti senza comportare nuovi oneri per la finanza pubblica. Un modello di innovazione amministrativa che coniuga semplificazione ed efficienza lungo tutta la filiera. Con questo provvedimento, l'Italia rafforza la propria leadership nella tutela delle produzioni agroalimentari di qualità e compie un nuovo passo avanti verso una filiera olivicola sempre più trasparente, competitiva e digitale".

Così è (se vi pare).

In apertura, foto di Olio Officina