Si chiama Gin’Ó, ed è il London Dry Gin che Isabelle Gigli Cervi produce a partire dalle foglie di olivo, con l’aggiunta delle botaniche tipiche della sua terra, L'Umbria. Oltre alle foglie di olivo vi sono le gemme di pino, il fiore di tiglio, la nepetella e il rosmarino.

"Abbiamo lavorato a lungo sulla grafica e sulla forma della bottiglia", spiega Isabelle. "Volevamo che fosse un omaggio al nostro oliveto e alla nostra famiglia, ma che ricordasse nel contempo anche l’estate, con una forma bombata che rievoca immagini marinare".

Interessante la storia del nome: Gin’Ó. "È un gioco di parole e di grafica. La Ò - precisa - ha valore di ho: il nome può essere letto come ho il gin, in quanto l’h etimologica viene introdotta e regolamentata nella Lingua Italiana solo con l’Accademia della Crusca nel XV secolo. È un piccolo omaggio alle origini trecentesche della Tenuta La Torraccia. Gino era anche il Nonno, l’Alchimista di famiglia: appassionato di chimica e mente creativa: è stato grande eclettico. È bello poterlo ricordare nel prodotto che più di ogni altro rappresenta la creatività della Azienda. La Ó è infine, graficamente, anche l’oblò sull’etichetta dal quale si vede, sul fondo della bottiglia, uno scorcio della Antica Tenuta La Torraccia.

La ricetta di Gin’Ó è stata studiata e costruita per celebrare i sapori autentici dell’Umbria e, in particolar modo, le botaniche presenti nell’oliveto secolare di proprietà. A partire dal sapore balsamico e resinoso delle bacche di ginepro umbro-toscano – apprezzate per gli olii essenziali che donano aroma intenso e sapore deciso – attraverso l’aggiunta di foglie di olivo, pino e rosmarino – che raccontano i profumi della zona – e con la presenza degli agrumi e di note floreali, Gin’Ò si distingue per le sue note morbide e aromatiche.

Le bottiglie sono numerate, in piccoli lotti da 100L ciascuno, personalizzabili. I quantitativi - precisa Isabelle Gigli Cervi - seguono la disponibilità delle erbe e variano di anno in anno.