Caro Direttore,

con il decreto Lollobrigida sembra che stiano trattando il commercio delle olive come se fosse il commercio di droga. A me sembra una norma anticostituzionale. Perché - mi chiedo - se le olive vengono vendute a frantoi non cooperativi il produttore deve emettere il documento elettronico, mentre se queste vengono trasportate per la consegna a una cooperativa sono invece esenti dall'emissione?

Questo differente trattamento viene giustificato perché in una cooperativa il passaggio è tracciato.

Tuttavia, faccio presente che anche la vendita a un frantoio non cooperativo viene tracciata, proprio perché anche quest'ultimo soggetto ha tutti gli obblighi di legge - vedi Sian e altre incombenze, che sono molte di più del mondo cooperativo a regime fiscale agevolatissimo.

Ormai i frantoi privati si sono abituati a tali ingiustizie.

Le ricordo solo il rilascio dei Modelli F, di antica memoria, dove il privato frantoio era obbligato a emettere tali modelli, uno ogni frangitura, mentre il frantoio cooperativo ne emetteva uno solo a fine stagione.

Io ritengo che lo Stato debba essere equo e giusto nei confronti degli imprenditori, dopodiché potrà anche pretendere dagli stessi correttezza e trasparenza per le proprie azioni.

Rispetto a tutto ciò, rimango stupito dal silenzio assordante dalle categorie sindacali preposte a rappresentare i frantoi e i confezionatori, pur presenti su tutto il territorio nazionale.

Lettera Firmata

Con un Ministro prono ai comandi delle solite organizzazioni di categoria, una in particolare, quella che tiene in scacco le Istituzioni, e di conseguenza il Paese, nulla per ora si può fare. Il silenzio sicuramernte non giova a nessuno. Di fronte all'arroganza del potere, la resa è la scelta più sbagliata.

Ne abbiamo scritto (Più burocrazia, più felicità | Il ministro Lollobrigida celebra il Dao, l'evoluzione del Registro Telematico dell'Olio), ma sappiamo tutti che servirà a ben poco se non ci si oppone a norme - diciamolo pure - ipocritamente volte a proteggere un prodotto e un settore, ma sostanzialmente stupide, prima ancora che inique.

La scusa, come sempre, è la tutela del prodotto olio extra vergine di oliva, ma qui si va molto oltre il confine tra ciò che è etichettabile come buon senso e ciò che è invece stoltezza.

Peccato avere ministri di così scarso spessore, o forse mi sbaglio? Già, perché l'Italia - a parte pochissime eccezioni - ha avuto solo ministri dell'agricoltura che si sono inchinati alla solita lobby. Non ha senso citarla, per quanto questa è mediaticamente sovra esposta. Basta dire l'organizzazione, e tutti capiscono.

Spero che dal dicastero agricolo mi smentiscano. Sarei ben lieto di pubblicare una rettifica, ma seguita  damotivazioni vere, credibili, serie.

La parola però andrebbe anche alle altre associazioni di categoria, quelle dei fgrantoiani in questo caso, soprattutto a lorop, visto che lei è un frantoiano coscienzioso. Ci sono ancora realtà associative con una visione aperta alla complessità, e soprattutto non inclini al basso e più triviale populismo.

Buona olivagione, seppure con un malumore che ben comprendo

Luigi Caricato

In apertura, foto di bayer CropScience