Riscoprire il pane conoscendo da vicino i suoi processi di produzione e mettendo, letteralmente, le mani in pasta. È quello che gli studenti delle scuole primarie e secondarie sperimenteranno venerdì 16 ottobre in occasione della Giornata Mondiale del Pane, durante la quale alcune aziende del mondo bakery apriranno i propri stabilimenti ai giovanissimi.

Il progetto, alla sua prima edizione, vedrà in prima linea le aziende di Assitol, l’Associazione italiana dell’Industria olearia, aderenti al Gruppo Lievito e al Gruppo semilavorati per panificazione, pizzeria e pasticceria (Aibi), e si lega agli obiettivi dell’Alleanza del Pane, il coordinamento tra le organizzazioni del settore, di cui fa parte anche Assitol, che condividono l’impegno di tutelare questo alimento e i suoi valori.

L’open day consisterà in un viaggio alla scoperta della cultura del pane e della filiera dell’arte bianca che, ogni giorno, consente agli italiani di assaporare questo prodotto. I giovanissimi parteciperanno a una serie di attività che permetteranno loro di conoscere da vicino i diversi processi di produzione degli ingredienti e del pane stesso, dal campo alla tavola, e le sue proprietà nutrizionali.

A seconda dei casi, le classi coinvolte nel progetto visiteranno gli stabilimenti industriali, incontreranno gli operatori o, in alternativa, si cimenteranno con lievito, farina e impasti in piccoli laboratori dedicati. Nessuna lezione né voti, insomma, ma un modo diretto e giocoso di avvicinare i più giovani a questo prodotto.

Secondo le rilevazioni dell’ultima ricerca Cerved sul mercato della panificazione, i consumi del pane sembra essersi stabilizzati, dopo anni di progressivo declino: nel 2025, ne sono state prodotte circa 1.700.000 tonnellate. Tuttavia, questo alimento emblematico della cultura alimentare italiana, è vittima di continui attacchi e fake news, che ne mettono in dubbio i benefici nutrizionali e il suo ruolo all’interno della Dieta Mediterranea.

Per queste ragioni, il progetto pilota dell’Alleanza per il pane e di Assitol si rivolge ai futuri consumatori che, per la giovane età, sono anche i più esposti alla disinformazione e alle mode alimentari, prive di basi scientifiche, ricorrenti sui social media.

Si ringrazia Silvia Cerioli per la notizia e l'immagine in apertura