Tre giorni intensi tra talk e momenti di confronto, escursioni tra le vigne e visite in cantina, banchi d’assaggio, specialità gastronomiche, artigianato del territorio nel chiostro e lungo le vie del paese, musica, spettacoli, area dedicata ai bambini e attività diffuse nei ristoranti, nelle enoteche, nelle botteghe e nelle librerie, aperti per tutti e tre i giorni fino a sera.

“L’entusiasmo palpabile e la grande partecipazione della comunità e dei visitatori – ha commentato Daniele Petricci, il presidente del Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia - ci confermano che siamo sulla strada giusta. Suber – ha precisato – è sempre più un evento corale e sentito, che coinvolge tutto il territorio: cantine, ristoranti, artigiani, produttori, amministrazione e cittadini. Ma è soprattutto in grado di parlare e coinvolgere un pubblico giovane, curioso, attento, che qui si avvicina al vino senza sovrastrutture”.

Non è un caso che siano andate tutte esaurite le degustazioni dedicate ai vini, focalizzate sia sulle diverse espressioni produttive della zona - anche alla luce delle novità introdotte dal nuovo disciplinare - sia sul confronto con i “vicini di vigna”, dai Vermentino della Maremma ai Sangiovese della Val d’Orcia. Grande successo hanno ottenuto pure i pregiati oli extra vergini della Val di Cornia, proposti dall’Associazione “Olio d’Autore” in un insolito abbinamento con le fragole, che ha destato forte interesse nel pubblico. Molto partecipati anche i talk dedicati al vino e ai linguaggi con cui avvicinare le nuove generazioni a questo mondo.

“Credo – ha aggiunto Petricci – che la forza del terza festival Suber sia questa: non chiediamo alle persone di entrare in un mondo chiuso o troppo tecnico, ma offriamo occasioni diverse, accessibili e vive, in cui il vino si incontra nel suo contesto più vero: insieme al territorio, al cibo, alle relazioni e alle persone che lo producono”.