La dieta mediterranea resta tuttora tra i modelli alimentari più studiati e validati dalla ricerca internazionale. Occorre perciò farne tesoro. Peccato, tuttavia, che ci si allontani sempre più da questo stile alimentare e di vita. Da qui allora l’impegno assunto dall’Istituto Nutrizionale Carapelli nel lanciare un messaggio chiaro e inequiovopcabile, puntando sul valore dell’olio extra vergine di oliva quale alimento nutraceutico fondamentale nella dieta quotidiana. L’obiettivo resta quello promuovere quelle che si definiscono "corrette abitudini alimentari", così che finalmente si individui nell’olio ricavato dalle olive un concreto ed efficace strumento di prevenzione.
Ecco allora l'importanza e la centralità del messaggio espresso da Bruno Seabra, il presidente dell’Istituto Nutrizionale Carapelli, il quale nel corso di un importante evento che si è tenuto a Milano lo scorso 9 luglio, ha esordito sostenendo a chiare lettere come “parlare oggi di nutrizione significhi parlare di salute pubblica, di prevenzione e responsabilità nella diffusione della conoscenza”. Come non essere d’accordo con questo assunto, solitamente trascurato o peggio sottovalutato. “L’Istituto Nutrizionale Carapelli - chiarisce Seabra - nasce proprio con questa finalità: contribuire a costruire una cultura alimentare fondata sulle evidenze scientifiche, in grado di superare semplificazioni e messaggi generici così da offrire ai cittadini informazioni corrette, accessibili e utili nelle scelte quotidiane”. E questa, sia ben chiaro, è a tutti gli effetti una dichiarazione di principio che ci trova pienamente d’accordo.
"Scienza, conoscenza, nutrizione, prevenzione", sono queste le parole d'ordine
L'incontro dello scorso 9 luglio voluto dall'Istituto nutrizionale Carapelli è molto importante per lke novità presentate. Si è tenuto nella Sala Biancamano del Museo nazionale Scienza e tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ed è stato molto utile e proficuo proprio per quanto è emerso. "Scienza, conoscenza, nutrizione, prevenzione", sono state queste le parole d'ordine, e l’incontro non si è limitato agli interventi degli autorevoli rerlatori, ma è stato dedicato alla presentazione del nuovo percorso formativo promosso proprio dall’Istituto allo scopo di agire bene e in fretta, rivolgendosi ai professionisti della salute, focalizzando tutte le attenzioni sul ruolo esercitato dall’olio extra vergine di oliva nell’ambito di una corretta alimentazione e alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. L’inziiativa rappresenta perciò una importante occasione di aggiornamento e confronto sul valore dell’educazione nutrizionale quale strumento di prevenzione e di promozione di corretti stili di vita.
Fondamentrale quanto enunciato dal professor Michele Carruba, che del Comitato scientifico dell’Istituto Nutrizionale Carapelli ne è il presidente. Non solo, anche il suo ruolo ricoperto per anni sul fronte della scienza nutrizionale ha la sua importanza, Carruba è peraltro presidente onorario del Centro di Studio e ricerca sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano. Ecco, l'obesità, questa grande e invasiva nmalattia di cui ci si è resi conto troppo tardi delle conseguenze che ne derivano.
Michele Carruba: la migliore cura? Portare un po’ di cultura nutrizionale
L'obesità è un flagello visibile ma non ancora del tutto compreso. Ecco allora quanto ha dichiarato il pèrofessor Michele Carruba nel corso dell’incontro. Le sue sagge riflessioni non devono restare lettera morta. Perché quando si parla di salute e di alimentazione “è necessario avere un approccio integrato e non invece settoriale. Il sistema sanitario - ha tenuto a precisare il professor Carruba - non si è mai occupato di salute in termini di alimentazione. E questo, va detto, è un problema che riguarda anche la stessa Accademia. Purtroppo si fa poco sulla nutrizione. I medici non sono formati adeguatamente sul tema della nutrizione. Il medico, invece, deve essere preparato. Ecco, ci vuole una formazione permanente. Anche perché più del 64% degli italiani si fida del medico. Nonostante ciò, il 50% della popolazione non è del tutto al corrente del valore nutrizionale dell’olio extra vergine di oliva. C’è, sì, la percezione che l’olio ricavato dalle olive faccia bene, ma non si sa perché".
"La dieta mediterranea - precisa Carruba - è quanto di più studiato che esista. Tuttavia, capita di frequente che alcuni medici si inventino una propria dieta, ma ciò non è scienza. Occorre prestare attenzione. Ci deve essere l’autenticazione scientifica per ogni dieta. Occorre stare attenti. Anche perché la maggior parte degli errori in termini di nutrizione sono soprattutto per difetto. Ciò che più importa - chiarisce il professor Carruba - è la varietà del cibo da assumere ogni giorno. Questo sì che è importante: garantire la varietà. Sempre con moderazione. È necessario infatti un buon bilanciamento dei vari nutrienti".
Sembra tutto facile, fin qui? Non è così. Michelel Carruba avverte: "È difficile fare calcoli se non si hanno gli strumenti per farlo. Gli errori commessi sono spesso pesanti. L'eccesso di carne e di dolci non sta bene. Occorre limitarsi. L’obesità è una malattia, purtroppo ignorata o peggio sottovalutata dalla medicina. Tuttavia, dopo quarant'anni di duro lavoro lo si è finalmente compreso. Il problema è che se si è obesi si riducono le aspettative di vita di almeno dieci anni, ma va tenuto pur presente che si riducono le stesse aspettative di una vita in salute. Non c’è organo che non sia danneggiato dalla obesità. Ecco cosa occorre fare, e che mi sento di consigliare" - ha concluso il professor Michele Carruba: "portare un po’ di cultura nutrizionale. È questa la migliore cura".
Francesco Visioli: “i sistemi alimentari devono diventare sostenibili”
Tra gli illustri relatori intervenuti all’incontro dell’Istituto nutrizionale Carapelli c’era anche il professor Francesco Visioli, del Dipartimento di Medicina molecolare dell’Università degli Studi di Padova. Rapido e incisivo il suo intervento: “sono necessari degli studi osservazionali per capire cosa mangia la gente e di cosa si ammala. Gli studi biochimici di base sono andati avanti in questi anni, e sono ricerche chiare, che si conoscono. Occorre però sapere se funzionano nell’uomo. I medici lo vogliono sapere, perché è importante”, ha ribadito Visioli.
“Ecco allora gli studi clinici controllati, che sono studi grandi e costosi. La dieta mediterranea con olio e frutta secca ha un ruolo chiave per la nostra salute. In molti pensano che si debba mangiare meno grassi, certo è così, ma occorre assumerli perché sono fondamentali per una dieta sana e corretta. Non si può prescindere da una dieta con l’olio extra vergine di oliva, perché di fatto riduce la mortalità. Non ha pertanto alcun senso scientifico togliere i grassi, occorre semmai consumare il grasso giusto, l’olio Evo. Attenzione, però. Le diete - conclude il professor Visioli - devono essere concepite secondo criteri scientifici ma che siano tuttavia anche sostenibili. D’ora in avanti i sistemi alimentari devono diventare necessariamente sostenibili”.
Gabriele Riccardi: “l’olio Evo ha un ruolo importante nelle persone con diabete e prediabete”
Proprio così: “L’olio Evo è fondamentale, perché serve a mantenere sotto controllo la glicemia anche se il pasto è ricco di carboidrati”. A sostenerlo è stato il professor Gabriele Riccardi, del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.
“Siamo d’accordo nel ridurre i carboidrati perché la glicemia va tenuta sotto controllo, ma più che ridurre sarebbe meglio scegliere gli alimenti che hanno un minor impatto sulla glicemia”, ha chiarito Riccardi. “Senza demonizzare i cibi, senza escludere i carboidrati, è possibile tenere sotto controllo la glicemia. In tutto ciò, giusto per avere una idea di come nutrirsi, la dieta mediterranea è perfetta”.
Occorre essere chiari, chiarisce il professor Riccardi: “con il burro la glicemia sale, con l’olio extra vergine di oliva la glicemia si incrementa minimamente. Perché tutto ciò? Perché i polifenoli contenuti negli extra vergini sono determinanti. Si riduce il grasso ectopico che si deposita nel muscolo, nel fegato, nelle insule pancreatiche. Si riduce la secrezione di insulina”.
Qualche dubbio al riguardo? Nessuno. “Olio extra vergine di oliva e frutta secca con guscio servono a ridurre del 30% l’incidenza del diabete”.
Gian Vincenzo Zuccotti: “Prevenire presto, in età pediatrica, perché agire dopo diventa sempre più difficile”
“Noi pediatri abbiamo fatto tanta formazione”, ha dichiarato Gian Vincenzo Zuccotti, docente all’Università degli Studi di Milano. “Ci vuole però molta educazione” - ha aggiunto – e soprattutto ci vogliono, a supporto, l’impegno sia della famiglia, sia dello Stato, sia della stessa industria alimentare”.
Il perché? “perché l’età pediatrica è decisiva, occorre agire bene in questa fase dell’età evolutiva e intervenire di conseguenza in tempo”.
Non si può sottovalutare questa età così delicata e aperta al futuro. Ogni errore si paga a caro prezzo. “Occorre prevenire e farlo presto, perché agire dopo, quando il sistema è compromesso, diventa sempre più difficile”.
Com’è la situazione? “Drammatica, se si guarda all’alimentazione che va dai 6 ai 36 mesi. Le cattive abitudini non giovano. Sono necessarie porzioni equilibrate, come pure attività fisiche e sonno. Tutti questi fattori sono determinanti per una buona salute futura. La pediatria - ha concluso il professor Zuccotti - non è solo cura delle malattie, ma accompagnamento alla crescita. Nella vita ci si può concedere tutto, ma occorre scegliere ciò che è meno impattante”. Da qui anche l’idea del bibitometro, così da tenere sotto controllo l’assunzione di bibite, limitandole il più possibile.
Claudio Cricelli: “manca un sistema capace di trasformare la conoscenza in salute”
“Bisogna immaginare un ecosistema sanitario, mettendo insieme tutte le componenti. È questo che occorre”, ammette il professor Claudio Cricelli, il presidente onorario vicario di SIMG, acronimo di Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. “Il problema - ha affermato - non è la conoscenza, è un altro: manca un sistema capace di trasformare la conoscenza in salute. Sappiamo cosa ci fa bene, ma non lo facciamo”.
Cosa occorre fare? “È necessario creare le basi per una cultura di fondo, è questo che occorre. La cultura di per sé non risolve i problemi, ma l’applicazione pratica della cultura in un atteggiamento più consapevole fa la differenza”.
Si sottovaluta la realtà. “Non solo diventiamo più vecchi – sostiene giustamente il professor Cricelli - ma diventiamo sempre più malati. Più longevi, sì, ma occorre nel contempo chiedersi se con tanti anni sani o con anni di malattia?”
Per risolvere ogni dubbio è bene concentrarsi sull’alimentazione: “ma la conoscenza deve essere operativa”, avverte il professore. “Occorre passare dalla cultura astratta a una cultura concreta”.
[Fine prima puntata. Continua]
In apertura, foto di Francesca Binda per Olio Officina