Giandomenico Borelli è un agronomo tra i più apprezzati conoscitori della pianta dell’olivo. La conosce così bene questa pianta al punto tale da dedicarle un libro in versi. Molto interessante come approccio, la tensione lirica che accompagna il volume. Seppure edito nel 2011, ci fa piacere riproporlo a Olio Officina Festival alla presenza dell’autore, che tra l’altro ricopre oggi il ruolo di presidente del Consorzio dell’olio Dop Laghi Lombardi. 

Nel libro, secondo il pensiero di Eugenio Salvino, che ne firma la presentazione, ritroviamo “un sapore antico che ricorda i poeti didascalici del ‘700”, ma io penso in particolare a un libro che ha assunto un valore storico, H2O Chimica in versi, di cui è autore Alberto Cavaliere. Curiosa la genesi di questo libro: l’autore, studente in chimica all’università, bocciato all’esame, per entrare dentro alla complessa materia mutò i concetti essenziali della chimica in rime che ne facilitassero lo studio e l’apprendimento. E così è L’albero della passione, nato però dall’amore di Borelli per l’olivo, che diventa un virtuoso percorso che ci permette di conoscere questa pianta attraverso dei passaggi legati alla sua intrinseca natura, dalla botanica alla patologia vegetale, fino alle pratiche agricole cui è sottoposto l’albero.

Ecco allora l’inno alla pianta “Olea antropomorfa” ([…] “Tronco sinuoso plasmato dagli anni, / da tanti contrasti ed affanni. / In primaveradi fiori feconda, / d’estate mostri la tenera fronda” […]), e compare pure un inno alle forme che l’olivo assume assecondando il suo modo naturale di vegetare: “Il vaso armonico è policonico”, è il titolo con cui si spiega la tecnica attraverso la voce della poesia.

C’è pure l’Ode al peggior nemico, ovvero la mosca olearia. Poesia che riportiamo per intero, e che ci permette di capire come sia possibile declinare in versi le conoscenze acquisite negli anni, tra studi e pratiche in campo. La poesia, come sempre, scava nel profondo e ci apre lo sguardo sulla realtà, anche quella meno favorevole.

 

D'inverno ti celi

al riparo dai geli,

e là, sottoterra,

dai tregua alla guerra.

Ma tosto a primavera

l'involi fino a sera:

ti nascondi dal mio amico,

che, ignaro, pianta il fico.

Quel fico adorato, da te,

dittero Acaliptrato.

Poi presto è l'estate

ed ecco le mie amate,

già morbide e grosse ...

ma tu hai pronte le tue mosse!

Nudo e impudico, per ore,

senza posa fai l'amore:

poi m'infili le tue uova,

tanto hai già chi te le cova!

Oh Brachicero Ciclorrafo.

tu lo sai che mangi a sbafo,

tu e il tuo verme schifoso.

degno figlio, avido e goloso!

E intanto i miei frutti

son sempre più brutti.

Tefritide Schizoforo ed egoista,

sarai il primo della lista!

Il mio grande alleato

già la guerra ha dichiarato:

sempre ti combatterà ...

e il mio frutto in cambio avrà.

 

Fin qui la poesia dedicata alla mosca olearia, ma a seguire c’è la poesia ”Scarogna”, che invece affronta un’altra piaga di cui è vittima l’olivo: la rogna.  Già, perché per affrontare un oliveto, e coltivare le piante con cura, ci vuole il “dottore delle piante”, ed ecco infatti la poesia “Chiamate il dottore”.

[…]

Presto, chiamate il dottore!

lui conosce il mio dolore

ché da quando io son nata

col suo amore m’ha curata.

[…]

E a seguire, tutti gli altri versi, poesia dopo poesia, che ci avvicinano di volta in volta all’olivo, seguendo il filo delle emozioni, con grande garbo e uno stile aureo, antico, dove le rime scandiscono ritmo e suoni. Sì, perché Borelli, è sorprendentemente, anche un musicista.

Ha scritto bene Giuseppe Fontanazza nell’introduzione al volume: “Giandomenico Borelli, persona dotata di particolare sensibilità, riesce a cogliere sensazioni emotive di fronte alle sue piante di ulivo, descrivendone in versi il colore percepito, la morfologia del tronco, delle branche, dei fiori, dei frutti, perché con esse vive ed opera come agronomo quotidianamente”.

È possibile ascoltare Borelli giovedì 22 gennaio nel corso della quindicesima edizione di Olio Officina Festival, a Rho-Milano, presso il Centro congressi mantovani Furioli.

 In apertura, foto di Olio Officina