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CATTEDRA DEL DUBBIO NUMERO 6

Madre accogliente

Yousra El Bouhali è una giovanissima e promettente studentessa, non ancora diplomata. Attenta e sensibile, di religione islamica, è a lei che ho affidato il compito di redigere questo numero della Cattedra del Dubbio, accogliendo con piacere le sue preziose riflessioni su Maria di Nazaret, la madre di Gesù, vista però da una prospettiva diversa da quella cristiana, a testimonianza di come una figura di così grande spessore e luminosa spiritualità, sia centrale e universale, non divisiva, ma madre accogliente. Sante Ambrosi  

MARYAM. Purezza, rettitudine e devozione

La figura di Maria, conosciuta come Maryam nel Corano, rappresenta uno dei punti più affascinanti di incontro tra Islam e Cristianesimo. Pur appartenendo a tradizioni religiose diverse, Maria è profondamente venerata in entrambe le fedi.

Nell’Islam Maria ha un ruolo molto importante, infatti è l’unica donna menzionata per nome nel Corano. La sura 19, intitolata proprio “Maryam”, racchiude la sua storia. Viene infatti scelta per la sua purezza, la sua rettitudine e la sua devozione. Il Corano sottolinea come Maria sia stata protetta sin dalla nascita e guidata nel suo percorso spirituale, diventando esempio di fede.

Maryam è figlia di Imran e Hannah. Il padre è un uomo giusto e devoto, purtroppo morì prima che Maria potesse conoscerlo bene, mentre la madre rimane da sola a dover crescere la figlia. Questa ricopre un ruolo molto importante nella vita di Maria, poiché le insegna tutti i principi spirituali e la educa giustamente facendola crescere in un ambiente familiare che valorizza la modestia, la dignità e l’ascolto del divino.

Dopo la morte del padre, considerando la reputazione della famiglia, la tutela di Maria passa a Zaccaria (Zakariyyā), un profeta e uomo di grande saggezza.

Zaccaria era il marito della sorella di sua madre, quindi uno zio acquisito, che aveva un legame con la famiglia di ʿImrān.

La crescita di Maria avviene in un contesto protetto, in un luogo dedicato alla preghiera e alla meditazione. Zaccaria si occupa della sua istruzione spirituale e osserva fin da subito la sua eccezionale maturità interiore. Zaccaria spesso la trovava assorta nella preghiera, circondata da pace.

Proprio in uno di questi momenti di solitudine e beatitudine, ma soprattutto di isolamento spirituale, Maria riceve una visita inaspettata, quella dell’arcangelo Gabriele. Questo appare nella forma di un uomo, suscitando in Maria un senso di timore e sorpresa. Le sue prime parole servono a rassicurarla, a farle comprendere che si tratta di un messaggero divino. Segue poi annunciando la notizia più importante, cioè quella che avrà un figlio. Maria reagisce chiedendo come sia possibile vista la sua condizione, E l’angelo le risponde che Dio crea ciò che vuole, senza limiti. E qui, nella risposta di Maria a questa affermazione si vede la grandezza della sua fede: avrebbe potuto rifiutarsi o turbarsi, ma invece, sceglie di accogliere ciò che le viene annunciato, consapevole della benedizione.

16. Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente.

17. Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito che assunse le sembianze di un uomo perfetto.

18. Disse [Maria]: «Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato!».

19. Rispose: «Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro».

20. Disse: «Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?».

21. Rispose: «È così. Il tuo Signore ha detto: “Ciò è facile per Me… Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita”».

Successivamente, il periodo della gravidanza viene descritto come un momento di grande isolamento profondo, segnato da paura e preoccupazione. Teme soprattutto il giudizio delle persone, che nel mentre la accusano di aver concepito un bambino all’infuori del matrimonio.

Maria, dopo aver concepito miracolosamente Gesù per volontà divina, si allontana dalla gente e si ritira in un luogo isolato. Quando giungono i dolori del parto, si appoggia al tronco di una palma e, sopraffatta dalla sofferenza e dall’angoscia, esprime il desiderio di non essere mai esistita prima di quel momento. Questa affermazione non è presentata come disperazione definitiva, ma come una reazione profondamente umana al dolore e alla solitudine della prova che sta vivendo. In quel momento, una voce la consola e la rassicura, ricordandole che Dio non l’ha abbandonata: ai suoi piedi fa scorrere un ruscello e le ordina di scuotere il tronco della palma, dal quale cadono datteri freschi, affinché possa nutrirsi, bere e ritrovare serenità.

23. I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: «Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!».

24. Fu chiamata da sotto: «Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi;

25. scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi.

26. Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno, di’: “Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno”».

Dopo il parto, a Maria viene imposto il silenzio: Dio le ordina di non parlare e di affidare a Lui la difesa della sua innocenza. Quando ella torna dalla sua gente, portando con sé il bambino, viene subito accusata di aver commesso una colpa grave, poiché era conosciuta come una donna pura e devota. Maria non risponde alle accuse, ma indica il neonato. A quel punto, per volontà divina, Gesù parla e proclama di essere servo di Dio, profeta da Lui scelto e benedetto. Con questo miracolo, Dio conferma l’innocenza di Maria e manifesta la natura straordinaria della nascita di Gesù. Il racconto coranico si conclude così esaltando la dignità di Maria e sottolineando che tutto l’evento, dal concepimento al ritorno tra la gente, avviene secondo il disegno e la volontà di Dio.

27. Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: «O Maria, hai commesso un abominio!

28. O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio né tua madre una libertina».

29. Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: «Come potremmo parlare con un infante nella culla?»,

30. [Ma Gesù] disse: «In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.

31. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la zakah finché avrò vita,

32. e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile.

33. Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita».

34. Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano.

35. Non si addice ad Allah prendersi un figlio. Gloria a Lui! Quando decide qualcosa dice: «Sii!» ed essa è.

36. «In verità, Allah è il mio e vostro Signore, adorateLo! Questa è la retta via.»

Maria, nel racconto coranico, è una donna che affronta una prova difficile, in solitudine, senza il sostegno immediato della comunità. Questo aspetto richiama molte esperienze femminili contemporanee, in cui le donne si trovano ad affrontare momenti delicati della propria vita sentendosi giudicate o poco comprese.

Il comportamento della gente che accusa Maria al suo ritorno con il bambino evidenzia un modo di fare ancora presente oggi: le donne vengono spesso sottoposte a uno sguardo critico più severo e a giudizi rapidi, soprattutto quando non rientrano nelle aspettative sociali. Il silenzio di Maria può essere interpretato come simbolo di tutte quelle donne a cui non viene lasciato spazio per spiegarsi o difendersi. E infine, nonostante il dolore fisico e la pressione sociale, Maria mantiene la propria dignità e non cede alla disperazione. Questa forza silenziosa riflette la capacità di molte donne di oggi di resistere alle difficoltà, di affrontare situazioni ingiuste e di affermare il proprio valore anche senza un riconoscimento immediato da parte della società.

Il notiziario di pensiero Cattedra del dubbio, diretto da Sante Ambrosi, è un supplemento culturale di Olio Officina Magazine, testata registrata presso il Tribunale di Milano n. 326 del 18 ottobre 2013. Direttore responsabile: Luigi Caricato. Edizioni Olio Officina. Tutti i diritti sono riservati. 

In apertura, un dipinto di Michealngelo. Foto di Olio Officina