È possibile scaricare e stampare il numero 1 della rivista Cattedra del dubbio in formato pdf cliccando QUI. Se condividi il pensiero espresso dall'autore e hai piacere di diffonderlo tra i tuoi contatti, ti consigliamo di inviare il pdf della rivista via WhatsApp o via mail, o, in alternativa, puoi diffondere il link di questo articolo così da poter essere letto direttamente sul portale web di Olio Officina.

CATTEDRA DEL DUBBIO NUMERO 1

Perché una Cattedra del dubbio?

La nascita di una esperienza fondata sul dubbio e sull’idea della cattedra è venuta innanzitutto come reazione spontanea di fronte a quella esasperante ostentazione di un sapere su tutto a livello epidermico. Basta aprire la televisione e ascoltare un qualche dibattito politico, ma anche culturale. Si ascoltano un’infinita pluralità di persone che espongono la loro visione su qualsiasi argomento senza argomentare, riflettere, gridando le proprie idee come se la verità dipendesse dalle corde vocali e dal volume della voce. E questo, ancora non è niente, perché le discussioni diventano accuse, improperi contro chi pensa diversamente.

Quello che manca, e che si nota immediatamente con grande fastidio, è l’assenza dell’ascolto. Manca l’ascolto, non solo di chi è invitato a confrontarsi, ma anche e, soprattutto, del tema discusso. Per fortuna non sempre è così, ma questa è la linea generale: di tutto si sa, di tutto si pretende di conoscere natura e concetto. Per tacere delle cause dei problemi trattati e discussi, ma peggio ancora delle soluzioni. Tutto è a portata di mano, forse; o, meglio: tutto a portata del proprio istinto e dei propri punti di vista, che molto spesso sono miseri ed egoisti.

Riflettendo su questo comportamento che investe tutti i campi, da quello politico a quello etico e religioso, abbiamo pensato che sia il caso di tornare ad alcuni insegnamenti dei grandi maestri e - perché no? - allo stesso Socrate, sì, perché la sua filosofia, che poi diventerà la filosofia di Platone e Aristotele, è anche quella dei grandi pensatori distribuiti nel tempo della nostra storia.

Con un gruppetto di amici di diversa formazione culturale ci siamo convinti che per tentare di arrivare alla verità (alla verità un po’ su tutto), bisogna partire dal metodo dei grandi maestri del pensiero, che fu quello di porre il dubbio su ciò che viene definito verità.

Quei grandi saggi filosofi dell’antichità per affrontare correttamente il metodo di ricerca hanno chiarito la profonda diversità, anche terminologica, tra la Dòxa, che consiste nell’opinione comune, e la Verità nascosta che definirono Aletheia, parola intraducibile per noi, ma che intendeva indicare la verità profonda, insita nella natura delle persone e delle cose in genere. Lo sforzo di questi antichi filosofi verteva sulla fatica del comprendere, che non era, e non è, qualcosa di immediato.

Platone afferma che la conoscenza della verità - che riguarda la natura dell’uomo, ma anche la natura della società di cui si deve occupare la politica - deve essere pensata come l’arte sublime delle regole che devono orientare la convivenza in una città ben governata.

Individuare regole giuste per una città e per un paese, è un compito non facile, esige un lavoro faticoso di analisi su ciò che è il vero bene per tutti e non per una singola parte. È un compito faticoso che si muove dal desiderio di esplorare quella verità nascosta nel profondo delle cose e della natura dell’uomo. Per realizzare tutto ciò Platone suggerisce che sia necessaria una duplice navigazione: una concentrata sull’investigazione delle leggi fisiche; e un’altra che verta invece sui fini trascendenti della vita umana.

Non ci interessa entrare qui nei dettagli di tali argomentazioni. A noi basta cogliere un metodo che riteniamo ancora attuale e necessario, se vogliamo superare quel modo di affrontare i problemi dentro quel circolo vizioso dei singoli interessi soggettivi che diventano amplificazione infinita di pareri contrastanti. Lo spirito che crediamo di aver individuato consiste in qualcosa di tanto semplice quanto altrettanto fruttuoso: partire dall’ascolto, mettendo in dubbio i vari punti di vista, nella convinzione che la verità non è mai data dalla somma delle posizioni soggettive.

La strada da intraprendere inizia dal dubbio, mettendo in dubbio anche quello che ci sembra giusto e vero. Porre come punto di partenza e come metodo il dubbio, significa mettersi ad ascoltare le opinioni in un dialogo sincero, prendendo sul serio i vari punti vista confrontandoli con la verità nascosta del problema.

Per far questo abbiamo pensato che non bastasse un confronto spontaneo, ma un confronto che partisse da una documentazione oggettiva e attuale, così come potrebbe essere un saggio scientifico, un romanzo di attualità, un documento da cui partire per una discussione orientata dal testo di base.

Abbiamo pensato che sia giusto partire dalla lettura di un testo, affrontandolo in profondità, perché riteniamo che i primi beneficiari di tale metodo debbano essere proprio quelli che si fanno carico di leggere, schematizzare e proporre le parti più interessanti. Diventa così un fatto di vera attività culturale: saper leggere un testo, coglierne il senso oggettivo e le implicanze sul piano pratico, prima di aprire un dibattito ed anche, se necessaria, una critica.

Abbiamo pertanto posto in cattedra il dubbio, proprio perché, come ci hanno insegnato i grandi filosofi, è l’unico modo per tentare di trovare indicazioni e soluzioni sui vari problemi che il mondo continuamente propone. La discussione che ne consegue può diventare in tal modo un’esperienza veramente costruttiva.

Aggiungiamo infine che una simile discussione non si deve chiudere nel dibattito immediatamente successivo, ma deve poter proseguire attraverso interventi successivi da raccogliere alla voce “Cattedra del dubbio”, un luogo di pensiero che sta diventando sempre più un’esperienza di vera e autentica partecipazione.

Il notiziario di pensiero Cattedra del dubbio, diretto da Sante Ambrosi, è un supplemento culturale di Olio Officina Magazine, testata registrata presso il Tribunale di Milano n. 326 del 18 ottobre 2013. Direttore responsabile: Luigi Caricato. Edizioni Olio Officina. Tutti i diritti sono riservati.

In apertura, illustrazione di Stefania Morgante per Olio Officina.