Tutto nasce da un’intelligente provocazione.
Intelligenza e provocazione sono infatti le parole chiave per seguire e comprendere questo spettacolo.
Lo spettacolo di uno dei comici contemporanei più apprezzati: il genovese Antonio Ornano.
Ed è così, con il suo monologo, che Ornano ci parla di uno dei temi più discussi di oggi, di quello che è diventato la vera e propria ossessione contemporanea, ovvero l’essere felici a tutti i costi abbinata alla continua ricerca di perfezione.
Il tutto trattato con quella leggerezza che va di pari passo con l’intelligenza.
L’attore ci mostra la sua perplessità di fronte alla gratitudine (d’obbligo) nei confronti della vita per i doni che ognuno di noi ha ricevuto.
Ma soprattutto per la gratitudine che vediamo nei social per la meraviglia di un fiocco di neve, per il rosso di un tramonto, per l’uccellino che si posa sul davanzale.
Insomma si ribella all’essere felice a tutti i costi, al mostrarsi sempre positivi, al ringraziare la vita per ogni cosa.
Ed è così che fa la sua rivoluzione: permettendosi il lusso di essere “ingrato”.
Uno spettacolo che è, ripetiamo, una provocazione, perché si allontana da tutte le facilonerie perbeniste, dal buonismo obbligato, dall’impero del politicamente corretto, dalle frasi fatte, dall’impronta di quello psicologismo ora sulla bocca di tutti.
Si allontana, si potrebbe dire, da quella pseudocultura di stampo americano che ha uniformato anche gli abitanti della vecchia Europa.
Ornano, noto soprattutto per le numerose partecipazioni televisive, divenuto famoso fra il grande pubblico per il personaggio del naturista, che tanto disprezza gli animali domestici, ha alle spalle un liceo classico e una laurea in giurisprudenza e, nel suo variegato repertorio c’è, tra l’altro, un’attenzione all’animale uomo e alle sue dinamiche comportamentali, con particolare attenzione a quelle interne al rapporto di coppia.
L’attore entra in scena sulle note di Bruce Springsteen di Land of hope and dreams e, da navigato uomo di spettacolo, subito si rivolge al pubblico per sapere se avesse riconosciuto la canzone per poi affrontare direttamente i ritardatari che costringono la seconda fila ad alzarsi.
Il contatto attore-pubblico è creato, lo spettacolo può iniziare.
E inizia con una vicenda privata: la perdita completa di memoria durante uno spettacolo ad Asti. Diagnosi: amnesia selettiva da stress.
In pratica il cervello andato in tilt con conseguente attacco di panico.
Ecco, viene detto al pubblico, in questo caso la gratitudine è vera, è reale.
È d’obbligo. Gratitudine per i medici e per tutti gli operatori sanitari.
Da qui l’attore continua a ruota (solo apparentemente) libera sui temi di cui già abbiamo scritto e a cui vogliamo aggiungere solo qualche breve annotazione.
L’ironia sul fitness; l’imposizione di una pausa teatrale per poter sedimentare quanto ascoltato; la capacità delle persone di cavalcare le mode; l’uso dell’inglese “ornamentale” e tanto tanto altro tra cui l’affermazione «sono attratto dalla fallibilità umana».
Due ore trascorse senza quasi accorgersene, seguite dai bis, come nella più genuina tradizione comica, e dai numerosi applausi.
Bravo Antonio Ornano e grazie alla direzione artistica di Marco Marchesi che lo ha inserito nel 47° Festival La Versiliana.
(In)grato di Antonio Ornano, Matteo Monforte, Simone Repetto e Carlo Turati.
Regia di Alessandro Nidi, con Antonio Ornano.
Marina di Pietrasanta, Teatro La Versiliana, 5 agosto 2026