Scrittore ed editore (suoi romanzi e racconti, per i quali rimandiamo QUI), Aldemaro Toni ha fatto parte fin dalla fondazione, nel 1980, della redazione Erba d'Arno: rivista trimestrale sorta proprio a Fucecchio, nella cerchia del gruppo Il Poggio (1964-1969) al quale lo stesso Toni ha dedicato un volume: Il Poggio. Nel 1998, sostituendo il colto e illuminato industriale Piero Malvolti, è diventato direttore di Erba d'Arno.

Toni ha inoltre fondato le Edizioni dell'Erba che, con la rivista, hanno rappresentato una immagine di civiltà delle lettere attenta al territorio, alla letteratura e all'arte in atto in un più vasto orizzonte nazionale e internazionale. 

Circondato da validi amici, alcuni anche redattori della rivista il poeta e romanziere - Marco Cipollini, il pittore Luigi Fatichi, lo storico Alberto Malvolti, e ancora Riccardo Cardellicchio, Agostino Dani, Luigi Testaferrata, il poeta Valerio Vallini, l'insigne studioso di Estetica Luigi Bernardi ecc. - Toni ha seguito le orme di Piero Malvolti e nello aspirito "dell'Erba" ha fatto del periodico e della casa editrice un centro di attrazione di autori, artisti e studiosi giovani e meno giovani. Toscani perlopiù, ma non solo. Personalità di rilievo come Carlo Betocchi, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Maurilio Adriani e altri furono non a caso da subito vicini alla rivista.

Fucecchio, patria di Giuseppe e Indro Montanelli - situata nel cuore della Toscana in cui si incontrano quattro province, ossia Firenze, Lucca, Pistoia, Pisa - ha così rappresentato un punto di raccordo fra la storia del passato e non solo, fra la cultura, la letteratura e l'arte di ieri e di oggi.

Fra i collaboratori di Erba d'Arno, trimestrale che ha sempre dato un giusto spazio ai cantieri della scrittura e dell'arte, all' informazione (si pensi alle numerose pagine dedicate alle recensioni), al dibattito delle idee (quanto alle varie sezioni e alla loro ragione, si legga QUI), troviamo ad esempio Giuseppe Ardinghi, Manlio Cancogni, Giorgio Caproni, Carlo Cassola, Carlo Lapucci, Geno Pampaloni, Pietro Tarasco, Lucio Zinna e tanti altri ancora. 

Chi scrive qui non dimentica il debito di gratitudine per l'ospitalità e la benevolenza sempre ricevuta. Per le cose che ha potuto imparare da una rivista profondamente toscana, ma sempre aperta a più larghi panorami.
Le Edizioni dell'Erba hanno avuto pure un ruolo significativo sul piano culturale e civile. Hanno pubblicato scritti di Indro Montanelli, Manlio Cancogni, Giangiacomo Micheletti, fra gli altri; studi storici rilevanti come quelli di medievistica di Alberto Malvolti o di Claudio Biscarini sulla strage del Padule di Fucecchio; ma anche le memorie e gli scritti d'arte in Novecento al Caffè di Giuseppe Ardinghi e La nuova pittura di Edmond Duranty (tradotto e curato da Luigi Bernardi): un saggio fondamentale, questo, per comprendere a fondo significati e limiti dell'esperienza degli Impressionisti. Vale a dire di tanta pittura contemporanea.