Se osserviamo l’evoluzione del settore negli ultimi decenni, non possiamo che riconoscere i passi da gigante compiuti nel mondo dell’olio extra vergine di oliva. Le principali ricerche scientifiche che hanno indagato il rapporto tra olio extra vergine e salute hanno meno di cinquant’anni, e la disponibilità di strumenti analitici in grado di identificare e quantificare con precisione le molecole bioattive è ancora più recente.

Da tempo è noto il ruolo centrale dell’olio extra vergine di oliva all’interno della dieta mediterranea, grazie alla sua composizione unica, derivata da un processo di trasformazione che permette di estrarre e preservare molecole bioattive inserite in una matrice lipidica caratterizzata da un equilibrio ottimale di acidi grassi monoinsaturi, saturi e polinsaturi. Negli ultimi anni, poi, la ricerca scientifica è stata trasferita con maggiore efficacia al mondo produttivo, consentendo di ottenere oli caratterizzati da proprietà qualitative e salutistiche sempre più elevate.

Oggi sappiamo che tali proprietà non solo possono essere esaltate, ma anche orientate e personalizzate per fasce di popolazione, in funzione delle diverse esigenze nutrizionali. Le necessità di macro e micronutrienti variano significativamente in relazione all’età, poiché ciascuna fase dello sviluppo umano è caratterizzata da fabbisogni nutrizionali peculiari.

La tecnologia di produzione attualmente disponibile offre ulteriori margini di miglioramento. I sistemi di analisi in linea, ormai accessibili a costi contenuti, rappresentano strumenti di monitoraggio potentissimi durante la trasformazione. Integrando tali sistemi con algoritmi di intelligenza artificiale sarà possibile, in un prossimo futuro, produrre in modo sistematico oli extra vergini più performanti, più stabili e maggiormente orientati alla salute.

PER APPROFONDIRE: si consiglia di leggere il numero 20 di OOF Magazine, dove l'oleologo Lorenzo Cerretani in un articolo dal titolo "L’olio del futuro sarà più salutare e longevo" approfondisce ampiamente il tema di questo editoriale.

In apertura, foto di Francesca Binda per Olio Officina.