L’olio extra vergine di oliva è utilizzato in Italia da tutti ma senza quel grado di conoscenza che in realtà meriterebbe. Basta poco per rendersene conto. Le proposte che arrivano, soprattutto dalla distribuzione organizzata, sono di norma sempre rivolte più al prezzo e alle offerte, applicati a prodotti che mettono in difficoltà il fornitore, il quale, soprattutto nei distretti olivicoli, coincide con il produttore stesso.
Oltre al produttore, in difficoltà è anche il consumatore, il quale non trova risposta ai propri dubbi circa la scelta dell’olio da acquistare, anche perché l’etichetta non riesce a dare indicazioni sufficienti e a guidare in modo esaustivo verso un acquisto sereno e consapevole.
I dati sono comunque incoraggianti, anche perché sempre di più gli italiani si rivolgono a prodotti di qualità cercando di risalire la filiera commerciale, dal negozio specializzato o alla bottega di quartiere giungendo sino al produttore diretto e al frantoio. E in questo ciclo distributivo si inseriscono anche i ristoranti e, assai più recenti, gli oil-bar.
La differenza è fondamentale, ma, molto banalmente, è solo la cultura di prodotto che può riuscire a dare un senso concreto e una logica alla bottiglia di olio extra vergine di oliva presente sullo scaffale. Ad oggi, senza una conoscenza piena del prodotto, la bottiglia presente sullo scaffale rimane un po’ criptica, potendo comunicare ad oggi le sole indicazioni di legge, che non consentono di riportare sostanzialmente nulla di quanto necessario.
Il consumatore è spaesato e nel canale retail, la vendita al dettaglio non consente di fornire risposte chiare ai tanti dubbi su tipologia, qualità, provenienza, metodi di lavorazione di un prodotto che, come tutti sappiamo, è ancora sconosciuto ai più.
L’accesso a informazioni complete e la conoscenza di particolari specifici del mondo oleario renderebbe più facile l’acquisto di prodotti di fascia più elevata, creando così valore aggiunto che l’acquirente sarebbe ben disposto a corrispondere attraverso un acquisto consapevole e fidelizzante.
La questione è chiara: la maggior parte dei consumatori non conosce le proprietà benefiche dell’olio extra vergine di oliva, in realtà ne ignora pure il significato delle stesse terminologie, e, di conseguenza, è solo attraverso il racconto e l’esperienza di chi è coinvolto in modo diretto nella identificazione stessa del prodotto che si può finalmente scalfire quel muro che sembra insormontabile e che è costituito più da indifferenza che da scarsa conoscenza del prodotto olio extra vergine di oliva.
È attraverso la cultura dei luoghi, come pure attraverso investimenti sul turismo dell’olio, che è possibile far acquisire ai consumatori la piena conoscenza dei benefici salutistici, come pure il valore della sostenibilità di una filiera olearia corta e diretta, a diretto contatto con il consumatore. È solo attraverso un’opera di sensibilizzazione che i consumatori potranno essere condotti verso scelte di acquisto giuste e consapevoli.
In tutto ciò, è fondamentale l’intervento della ristorazione, i cui operatori, essendo a diretto contatto con i clienti, possono fra molto per cambiare la percezione dell’olio extra vergine di oliva. Attraverso la ristorazione l’olio Evo può diventare veicolo strategico e plurale, in termini varietali, di conoscenza e di approccio immediato alle svariate centinaia di “olivigni” presenti nella nostra penisola.
“Olivigni”, tra l’altro, che rappresentano la storia di popolazioni che con grande cura hanno dissodato e coltivato in luoghi inaccessibili per piantare alberi d’olivo. Una storia che forse in pochi conoscono ma che di certo tutti possono apprezzare attraverso la bellezza del paesaggio.
D’altra parte, l’olio extra vergine di oliva è uno dei prodotti italiani più rappresentativi ma indubbiamente meno conosciuti, e proprio per questo servirebbe uno sforzo culturale enorme e unanime affinché chiunque possa accedere a questa meraviglia nutraceutica che da secoli alimenta la nostra cultura mediterranea.
Non si tratta solo di occasioni che portano benefici economici, ma di occasioni mancate di conoscenza e di approccio consapevole alle meraviglie che ci circondano quotidianamente e di cui non ci rendiamo neppure conto che esistano, nonostante esse siano a un passo da noi: basta volgere lo sguardo verso le campagne tappezzate di olivi.
In apertura, foto di Olio Officina